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TEMPO DI PARALIMPIADI

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Dal 7 marzo a Sochi i winter paralympics games 2014

Hot.Cool.Yours. Caldi.Meravigliosi.Vostri. Questo lo slogan ufficiale dell’undicesima edizione dei winter paralympics, le paralimpiadi invernali, al via dal 7 marzo 2014 a Sochi, la cittadina russa del Caucaso che ha appena ospitato le ventiduesime olimpiadi invernali.

Gli atleti di 47 nazioni – 3 in più rispetto alla precedente edizione dei giochi a Vancouver – Canada, si sfideranno, fino la 16 marzo, in 5 discipline: hockey su slittino, curling su sedia a ruote, biathlon/sci nordico, sci alpino e, new entry, snow boarding.

La squadra italiana, composta da 34 atleti ed in cui le donne sono ancora in netta minoranza, è presente in tutte le discipline tranne il curling e conta sui fantastici atout rappresentati dalla squadra di hockey campione europeo in carica, da Alessandro Daldoss, fresco vincitore della coppa del mondo di sci alpino, categoria visually impaired, e da Melania Corradini, super medagliata dello sci alpino alla coppa del mondo di Jeonseong, Corea, e Argento nel 2010 a Vancouver

Dalle prime paralimpiadi invernali, a Örnsköldsvik in Svezia nel 1976, alle quali parteciparono, in sole due discipline, 198 atleti di 16 nazioni, la partecipazione è cresciuta ed ha ottenuto, come del resto ha dimostrato l’edizione estiva di Londra 2012, l’attenzione di pubblico e media al pari Giochi Olimpici.

L’Italia, che partecipa fin dalla seconda edizione, a Geilo, in Norvegia, nel 1988, ha collezionato in 10 partecipazioni 12 ori, 20 argenti e 27 bronzi, in discipline che, tradizionalmente, vedono primeggiare russi, tedeschi, canadesi ed americani.

Da non perdere, oltre alla cerimonia d’apertura dei giochi il 7 marzo, curata dal direttore artistico “made in italy” Marco Balich, le dure sfide eliminatorie dell’Italia dell’Hockey, con le blasonatissime Usa e Russia, rispettivamente l’8 e il 9 marzo. Sempre l’8 marzo, in pista anche Dalfoss e la Corradini.

In bocca al lupo a tutti gli atleti con lo slogan della squadra paralimpica canadese: “non è quello che manca, è quello che c’è” a fare la differenza.