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FUMO, ALCOL E OBESITÀ

Gli stili di vita che andrebbero evitati

Gli stili di vita che andrebbero evitati

Fumo e alcol, ma anche la cattiva alimentazione, ai raggi X

È ormai noto come il fumo, l’elevato consumo di alcol e la cattiva alimentazione, rappresentino fattori scatenanti di numerose malattie croniche che si rilevano poi tra le principali cause di morte. I dati relativi al nostro Paese contenuti nel Rapporto Istat Noi Italia non sono di certo incoraggianti: il 21,9% della popolazione con più di 14 anni fuma, il 14,1% risulta essere un consumatore di alcol a rischio e il 10,4% della popolazione maggiorenne è obesa.

In Europa

Guardando al contesto europeo, nella classifica per il tasso dei fumatori giornalieri con più di 15 anni, l’Italia, con il 22,1%, si piazza al decimo posto dopo l’Austria (23,2%), la Francia (23,3%), la Polonia (23,8%), la Spagna (23,9%), la Repubblica Ceca (24,6%), l’Estonia (26,2%), l’Ungheria 826,5%), l’Irlanda (29%) e la Grecia (31,9%).
I Paesi invece dove il fumo è meno diffuso sono la Svezia con il 13,1%, il Lussemburgo con il 17%, la Finlandia con il 17,8% e il Portogallo con 18,6%.

Il problema obesità

Riguardo l’obesità, l’Italia, con il 10,4% della popolazione adulta totale si classifica tra i Paesi con i valori più bassi insieme alla Svezia con l’11%, ai Paesi Bassi con l’11,4%, all’Austria con il 12,4% e alla Francia con il 12,9%.
Al contrario i Paesi con una percentuale più alta di adulti obesi sono l’Ungheria con il 20%, la Repubblica Ceca con il 17,4%, la Grecia con il 17,3%, il Regno Unito con il 24,8% e il Lussemburgo con il 23%.

I luoghi in Italia dove si consuma più alcol

Concentrandosi sull’Italia è possibile notare come nel 2012 il Centro-Nord fosse caratterizzato da una percentuale più alta di consumatori di alcol rispetto al Mezzogiorno, con il 15% contro il 12,4%. Al contrario nell’area del Mezzogiorno risulta più elevata la percentuale di obesi rispetto al Centro-Nord: l’11,3% contro il 9,8%.
La percentuale più alta di obesi adulti si registra nel Molise con il 13,5%. Seguono la Puglia, con il 12,9%; la Basilicata, con il 12,6%; e l’Abruzzo con il 12,4%.
L’abuso di alcol con modalità a rischio risulta piuttosto elevato a Bolzano con il 27,4%. Guardando invece alle Regioni, importanti sono le percentuali registrate in Valle D’Aosta, con il 19,9%; in Molise, con il 19,1%; e in Friuli Venezia Giulia, con il 18,9%. La quota maggiore di fumatori si trova invece in Campania, dove il dato si attesta al 24,6%, in Sicilia, dove si presenta al 24,5% e in Toscana, al 23,5%.

I comportamenti a rischio riguardano soprattutto gli uomini

Nel complesso, spiega il Rapporto Noi Italia di Istat, il consumo di alcol, di fumo e l’obesità sono fattori che interessano soprattutto gli uomini. Sostanziali sono le differenze rispetto alle fasce di età: i fumatori, si legge infatti nel Rapporto, raggiungono le percentuali più elevate nelle fasce di età centrale. Si parla infatti del 35,9% tra gli uomini di 25-34 anni e del 23,4% tra le donne di età compresa tra i 45 ed i 54 anni. Il consumo di alcol a livelli a rischio risulta invece più assiduo tra gli anziani di età compresa tra i 65 ed i 74 anni e tra i giovani tra i 18 ed i 24 anni. In questo caso il dato si presenta al 42,9% per gli uomini 65-74enn e all’11,6% per donne della stessa fascia di età. Differenza meno marcata per la fascia 18-24: l’Istat parla infatti di un 21% per i ragazzi e di un 9,5% per le ragazze. Per quanto riguarda invece l’obesità, l’Istituto ha notato che i primi dati rilevanti si notano a partire dai 35 anni, “con differenze di genere a svantaggio degli uomini che si riducono tra le persone anziane”.