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Il Piano sanitario del Lazio: gli ospedali

San Camillo

San Camillo

È prevista anche la riorganizzazione dell’offerta assistenziale

Il Piano sanitario del Lazio prevede anche una riorganizzazione dell’offerta ospedaliera.

La riduzione necessaria per rientrare nello standard di 3,7 per 1.000 abitanti (0,7 per la riabilitazione e la lungodegenza post acuzie) è pari a 748 posti letto, di cui 394 nel pubblico e 354 nel privato.

La riduzione avverrà principalmente nell’area metropolitana di Roma dove il numero di PL per abitante è al di sopra dello standard.

Le strutture interessate

Vi sarà la cessazione dell’attività di ricovero dei presidi pubblici George Eastman e Nuovo Regina Margherita e loro riconversione;
La totale dismissione del Presidio ospedaliero Forlanini con trasferimento dell’attività sanitaria al Presidio ospedaliero San Camillo;
La vendita dell’immobile del CTO con mission riabilitativa, in sinergia all’Istituto assicurativo INAIL;

La trasformazione del San Filippo Neri da Azienda Ospedaliera a Presidio Ospedaliero a gestione diretta della ASL Roma E, mantenendo il ruolo di DEA di I livello;
L’accorpamento fra Irccs Lazzaro Spallanzani e I.R.C.C.S. IRE-ISG;
La definizione dell’assetto istituzionale del Policlinico di Tor Vergata con il riconoscimento, di Fondazione IRCCS.

Nel resto della Regione, vi sarà la riconversione di alcune strutture (Bracciano, Monterotondo e Subiaco) e la promozione dei servizi territoriali;
La realizzazione di un DEA di II livello nell’area sud della regione (ASL di Latina) e il potenziamento del DEA di I livello dell’Ospedale Belcolle di Viterbo con l’apertura dell’Unità di Trattamento Neurovascolare, il potenziamento del blocco materno/infantile e dell’emodinamica e la teletrasmissione del tracciato ECG;
L’apertura del nuovo Ospedale dei Castelli con circa 300 posti letto che andrà a sostituire gli Ospedali Riuniti di Albano e Genzano e l’Ospedale Luigi Spolverini di Ariccia;

Efficientamento dell’offerta

Inoltre è prevista la chiusura dell’Agenzia Regionale Trapianti con valorizzazione delle funzioni e attività del Centro Regionale Trapianti;
Verrà poi completata la riorganizzazione della rete dei laboratori pubblici, sulla base di un modello che preveda la presenza di 8 laboratori Hub su un totale di 39 e la disattivazione di 34 laboratori.

Saranno revisionati i criteri per la remunerazione degli erogatori pubblici e privati di prestazioni di assistenza ospedaliera, sulla base del fabbisogno di prestazioni, di indicatori di appropriatezza e di risultato.
Sono previsti un Tavolo Tecnico per il monitoraggio ed un Testo Unico della normativa sanitaria in merito al percorso di autorizzazione e di accreditamento.