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FaceDementia, Alzheimer simulato sul web

FaceDementia

FaceDementia

Realizzata da Alzheimer’s Research UK per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia e sostenere la ricerca

Perdere lentamente i propri ricordi, pronunciare frasi confuse o dimenticare le cose che abbiamo appena detto o o fatto, fino a non riconoscere più i volti delle persone che ci sono care. Questo è l’Alzheimer e questi sono i suoi effetti.  Alzheimer’s Research UK, un’organizzazione non governativa inglese impegnata nella ricerca per debellare questa malattia, che in inghilterra colpisce più di 800mila persone e altrettanti in Italia ha realizzato una pagina web FaceDementia, che, una volta autorizzata, utilizza i nostri dati per simulare gli effetti della malattia.

Un’identità che svanisce

Ormai sul social network immagazziniamo i nostri pensieri ed i nostri ricordi, le cose che ci piacciono, i post sul nostro status, le foto delle persone che amiamo e dei momenti più belli e che costituiscono parte della nostra della nostra identità. È molto evocativo vederli confondersi e svanire lentamente, perdere parole, volti e momenti ed immaginarsi per qualche istante nei panni delle persone che soffrono di Alzheimer e comprendere quanto possa essere sconvolgente, soprattutto per i famigliari che vi assistono impotenti, questo inesorabile ed inconsapevole sfuggire dal sé. Una rappresentazione cruda ed efficace di questa malattia che sta divenendo sempre più diffusa e sempre meno legata all’avanzare dell’età, realizzata grazie alla testimonianza di persone affette e di chi è a loro più vicino.

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Una malattia dall’enorme costo sociale

Ogni dieci minuti un italiano si ammala di Alzheimer, per un totale oggi di 7-800 mila casi. Destinati a raddoppiare nel 2020 e a triplicare nel 2050. Si calcola che entro 30 anni in Italia i saranno oltre 3 milioni le persone che avranno bisogno di cure e di assistenza ininterrotta. Nel mondo i malati erano 35.6 milioni , se la progressione sarà costante nel 2030 ci saranno 65.7 milioni di casi e 115.4 milioni nel 2050. Solo in Europa si stima che per le cure occorrerà spendere almeno 230 miliardi di euro, con costi sociali incalcolabili. Lo scopo di FaceDementia è, infatti, oltre la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, anche per raccogliere fondi per sostenere la ricerca su diagnosi e terapie. C’è qualcuno che sostiene che il web fa male. Nel caso di FaceDementia è vero: se non si fa nulla, certamente facciamo male alla nostra coscienza.