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Italiani e mobilità sostenibile: come andiamo al lavoro?

traffico - I comportamenti degli italiani rispetto alla mobilita sostenibile

I comportamenti degli italiani rispetto alla mobilità sostenibile

Automobilista? Insostenibile

L’automobile è un mezzo di trasporto comodo, inutile negarlo; la maggioranza delle persone lo ritiene indispensabile. L’umanità, però, non potrà continuare indefinitamente a farne l’uso che ne fa oggigiorno. Le automobili contribuiscono in modo non indifferente all’inquinamento dell’atmosfera ma, a parte questo, c’è proprio un problema di limitatezza di risorse energetiche, che non potranno sempre essere disponibili nella quantità attuale.

Italiani e mobilità sostenibile: cambiare abitudini

Molto importante è quindi il ruolo dei mezzi di trasporto collettivo, che trasportando tante persone alla volta, inquinano di meno e consumano meno energia. Le società di trasporto pubbliche e private hanno il compito di offrire ai cittadini servizi puntuali, efficienti e competitivi con l’automobile: bus e treni devono coprire quanto più possibile il territorio, devono arrivare in orario e devono consentire di arrivare a destinazione in orario.

Trentino regione virtuosa

Vediamo adesso quali sono le regioni italiane più virtuose dal punto di vista del trasporto sostenibile, e quelle invece dove i problemi esposti sopra sono tenuti in scarsa considerazione. In Trentino Alto Adige, regione “eco-virtuosa” anche sotto altri punti di vista, recentemente sono state investite molte risorse per ammodernare infrastrutture e treni ed è stato creato un sistema di abbonamenti che incoraggia le persone a viaggiare con i mezzi pubblici. Inoltre recentemente la società Trentino Trasporti, per la prima volta in Europa, ha acquistato degli autobus alimentati a gas. Secondo una recente indagine dell’ ISTAT “Spostamenti quotidiani di studenti e occupati” il 20% dei residenti della regione va al lavoro con i mezzi pubblici, e il 50% ci va in automobile. Nella maggioranza delle altre regioni il dato è molto più spostato verso l’automobile, e i dati del Trentino sono ancora più notevoli se si considera che una discreta percentuale di abitanti vive in luoghi di montagna abbastanza isolati e difficilmente può fare a meno dell’automobile.

Al Centro si va al lavoro in automobile …

Il Lazio ha la percentuale più alta di residenti che vanno al lavoro con i mezzi pubblici, il 24%, ma questo dato è chiaramente influenzato dal fatto che i cittadini del Lazio, in buona parte, vivono a stretto contatto tra di loro in una città come Roma dove spostarsi con l’automobile e trovare parcheggio è un’impresa. I dati sono particolarmente spostati verso l’utilizzo dell’automobile, e quindi poco incoraggianti, in quasi tutte le altre regioni dell’ Italia centrale: Marche, Abruzzo, Molise, Emilia-Romagna ed Umbria, nell’ordine, sono in testa alla classifica dei “lavoratori automobilisti” con percentuali superiori al 70%. In Umbria, che peraltro è una regione rinomata per il verde e per la tranquillità delle campagne, soltanto 1 lavoratore su 25 usa i mezzi pubblici, ed infatti recentemente ci sono state polemiche per le politiche attuate dalla Regione, che recentemente ha speso 47 milioni di Euro per il trasporto ferroviario, e ben 199 milioni di Euro per strade ed autostrade, in particolare per la trasformazione in autostrada della E45 Orte-Mestre.

… e al Sud ci si va a piedi

Anche nel meridione i cittadini spesso hanno a che fare con un trasporto pubblico carente, ma mediamente si possono permettere di andare in automobile un po’ meno degli abitanti dell’ Italia Centrale: per alcune persone, l’unica soluzione rimane quella di andare al lavoro a piedi. In Puglia, Campania e Basilicata la percentuale di lavoratori che non usano alcun mezzo di trasporto si attesta sopra il 15%, mentre la media italiana è pari all’ 11%. Parlando in generale, sia a livello di istituzioni che di cittadini, l’ Italia deve ancora percorrere molta strada per fare propria quella cultura ecologista che dovrebbe caratterizzare un paese moderno.