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Le imprese coesive creano lavoro

(Internet)

Secondo il rapporto Coesione è Competizione creano lavoro e fatturato

Sembra vincente il modello delle imprese coesive e solidali, che guardano alle comunità per creare un’economia più attenta alle persone. Queste infatti, nonostante la crisi, resiste, creano lavoro e fatturato e sanno essere innovative.

Questo è il risultato del rapporto “Coesione è Competizione – Le nuove geografie della produzione del valore in Italia” realizzato da Consorzio Aaster, Fondazione Symbola e Unioncamere, presentato a Treia (Mc) in apertura del Seminario estivo di Symbola.

L’analisi delle imprese

Il rapporto è incentrato sull’analisi di imprese “coesive”, ossia quelle fortemente legate a comunità di appartenenza e territorio in cui operano, che investono nel benessere economico e sociale, nelle competenze e cura dei propri lavoratori, nella sostenibilità, nella qualità e bellezza.

Molte di esse mantengono relazioni stabili con il non profit e le istituzioni territoriali.

Proprio questa natura territoriale e collaborativa e l’attitudine alla partecipazione (dal coworking all’azionariato sociale) portano in sé i germi di nuove forme di produzione del valore e delineano un modello nuovo che va promosso.

I dati economici

Le imprese coesive hanno portato infatti il 22% di occupati in più tra 2012 e 2013, contro il 15% delle altre imprese.

E nel 39% dei casi queste imprese nel 2013 hanno registrato aumenti del fatturato rispetto all’anno precedente, mentre fra le imprese “non coesive” tale quota si ferma al 31%. 

Lo stesso vale per il fatturato totale e gli ordinativi esteri previsionali: i due indicatori sono in aumento per il 2014 in misura maggiore per le aziende coesive (44 e 55%) rispetto alle altre (39 e  52%).

Come osserva il rapporto, “anche dove la crisi è forte, se c’e’ un tessuto sociale coeso e vitale, un non profit presente e attivo, ha effetti più blandi o, comunque, distribuiti in maniera più equa all’interno della comunità socio-economica”.

 E’ il caso di Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata e Sicilia, dove pur in presenza di una crescita produttiva ridotta, grazie alla coesione sociale, l’equità e il benessere non hanno registrato tracolli.

Dove, invece la coesione si è allentata (Campania, Puglia e Calabria), l’equità e il benessere hanno subito forti scossoni.

Il Rapporto “Coesione è Competizione”,