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Disabili e lavoro, ancora denunce

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Aziende pubbliche e private disattendono gli obblighi di assunzione

La recessione sta colpendo in modo forte le categorie più fragili, come i disabili e gli svantaggiati, che dovrebbero essere beneficiari della legge 68/99 che obbliga le aziende ad occuparne una parte.

Ma in realtà le aziende in crisi sospendono gli obblighi di assunzione previsti dalla legge, così che  circa il 25% dei posti previsti per i disabili rimane non assegnato, tanto nel settore pubblico quanto nel privato.

Attualmente l’84% delle persone non ha un impiego e i disoccupati iscritti alle liste di collocamento obbligatorio sono 750 mila, secondo dati 2013 del ministero del Welfare.

La bocciatura della Corte Europea

Luglio del 2013, una Sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea aveva bocciato l’Italia, riguardo l’adeguamento della legislazione alla direttiva 2000/78/CE in merito alla non discriminazione delle persone con disabilità sul lavoro, stabilendo che non aveva adottato tutte le misure necessarie per garantire un adeguato inserimento dei disabili nel mondo del lavoro.

Il Paese aveva recepito la direttiva con la legge 99/2013, ma la Corte non aveva ritenuto questa legge sufficiente. E in un anno le cose non sono cambiate, anzi sono peggiorate.

Questa situazione ha portato la Commissione a valutare se aprire una nuova procedura di infrazione contro l’Italia. Qualora la trovasse di nuovo insufficiente, vi potrebbe essere un secondo deferimento dell’Italia con il rischio di sanzioni economiche.

Gli esposti della Fish

Di fronte all’assenza di provvedimenti da parte del nostro Paese, alcune sedi della FISH (Federazione Italiana Superamento dell’Handicap) sono già pronte a presentare esposti alla Magistratura contro la mancata applicazione della Legge 68/99.

La FISH Lazio con un esposto presentato alla Procura della Repubblica del Tribunale Penale di Roma denuncia lo stato di grave illegittimità rispetto questo settore, considerato che la mancata copertura della quota d’obbligo è sanzionata sul piano penale, amministrativo e disciplinare.

Il presidente Dino Barlaam accusa enti e istituzioni pubbliche di violare le norme previste dalla disciplina sul collocamento mirato e che fra queste un numero significativo non risulta in regola con le norme previste, con un blocco generale delle assunzioni motivato dalla spending review.

Tra queste le aziende sanitarie laziali, il ministero della Difesa e persino il Consiglio dei ministri.

Secondo Barlaam, “occorre passare dalla strada della persuasione alla strada del rispetto del diritto”, e con l’esposto si vuole ribadirlo con forza.