Home » APPROFONDIMENTI » Trattamento tumore prostata, nuove scoperte

Trattamento tumore prostata, nuove scoperte

Paziente sotto trattamento di radioterapia

Paziente sotto trattamento di radioterapia

Negli anziani, il tumore alla prostata è una malattia abbastanza frequente, e che purtroppo non di rado risulta fatale. Ma una ricerca svolta a Philadelphia sembra aver indicato la strada maestra per salvare parecchie vite. Frequentemente, il tumore alla prostata viene trattato esclusivamente con terapie ormonali; ma gli studi effettuati a Philadelphia su un campione di 541 uomini dai 65 agli 85 anni hanno dimostrato che, quando alle terapie ormonali vengono affiancati trattamenti di radioterapia, il tasso di mortalità per cancro alla prostata si riduce in maniera significativa. Nei soggetti che hanno ricevuto il solo trattamento ormonale, nell’arco di 7 anni il cancro alla prostata ha causato il 9,8% delle morti; tra i soggetti che hanno ricevuto sia il trattamento ormonale che quello radioterapico, ha causato appena il 4,7% di esse. Non solo: sembra che la combinazione dei due trattamenti allunghi la vita in generale, riducendo in modo significativo anche la percentuale di morti per altre cause.

La funzione della prostata

Vediamo nel dettaglio cos’è la prostata, e quali problemi essa può originare con il passare degli anni. Come si vede dalla figura, la prostata è una ghiandola della dimensione di una castagna che fa parte esclusivamente dell’apparato genitale maschile.
La posizione della prostata

La posizione della prostata

Le malattie della prostata, pertanto, non riguardano le donne, che in quella zona hanno l’utero e le ovaie. La funzione principale della prostata è quella di produrre il liquido seminale, che è quella parte di sperma che contiene gli elementi necessari per la vita degli spermatozoi.

Tumori circoscritti e tumori aggressivi

Con l’avanzare dell’età, è piuttosto frequente lo sviluppo di cellule tumorali; è stato stimato che esse sono presenti addirittura nel 40% dei cinquantenni. Nei soggetti più giovani, di solito il cancro tende a progredire molto lentamente e a non diffondersi ad altri organi; in questo caso i sintomi sono piuttosto blandi, si confondono con quelli dell’ipertrofia prostatica benigna e riguardano soprattutto la minzione. In altri casi però, soprattutto negli anziani, il cancro si diffonde piuttosto rapidamente e si estende ad altri organi, in particolare le ossa e i linfonodi loco-regionali.
Differenza fra una prostata normale ed una prostata ingrossata a causa del cancro

Differenza fra una prostata normale ed una prostata ingrossata a causa del cancro

Oltre a difficoltà serie nella minzione, i sintomi possono includere dolori ossei, compressione al midollo spinale, debolezza alle gambe e incontinenza urinaria e fecale.

Le cure più efficaci

Quando non vengono trattati in modo adeguato, i tumori alla prostata più aggressivi risultano spesso fatali: essi rappresentano la quinta causa di morte nei soggetti che hanno superato i cinquant’anni. Negli ultimi anni, però, la scienza ha fatto molti progressi ed ora, grazie a vari tipi di cura, l’ 85% dei soggetti sopravvive per più di cinque anni. Spesso un intervento chirurgico risulta necessario, ma da solo non è sufficiente; di frequente esso deve essere associato ad altri trattamenti: i più frequenti sono la radioterapia, che utilizza radiazioni ionizzanti ad alta energia per distruggere le cellule tumorali, e l’ormonoterapia, che interviene per inibire la produzione di testosterone, un ormone che ha un ruolo chiave sia nell’induzione, che nel progresso della malattia. Adesso lo studio citato all’inizio, portato avanti da un team di ricercatori della “University of Pennsylvania School of Medicine”, ha dimostrato che, quando sono applicati entrambi questi trattamenti, i risultati sono notevolmente più positivi.
Il Dr. Justin Bekelman, che ha guidato le ricerche

Il dottor Justin E. Bekelman, che ha guidato il team di ricercatori della Pennsylvania

Nell’illustrare i risultati dello studio, il dottor Justin E. Bekelman ha sottolineato anche che la combinazione dei due trattamenti è ben tollerata dall’organismo, aspetto che può essere importante vista l’età media dei soggetti trattati. Sicuramente, una importante scoperta che regalerà a molte persone diversi anni di vita, e di condizioni di salute accettabili, in più.