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Attraverso lo specchio, una trasmissione di attualità sul sociale

Attraverso lo specchio

Attraverso lo specchio

E’cominciata brillantemente la terza serie del varietà sociale televisivo “Attraverso lo Specchio”, andato in onda martedì sera su Lazio TV (Canale 12 del digitale terrestre), Giovanni Sansone & Co. ci hanno intrattenuto con il loro caratteristico stile creativo, pittoresco e colorato, affrontando vive tematiche di attualità sociale riguardanti la disabilità a tutto tondo, non mancando momenti culturali e musicali di rilievo e toccanti.

Legge Sansone parole di libertà, parole che parlano di assurdi confini costruiti dall’uomo, tra genti, tra persone, ad intervallare gli attori della troupe che leggono diagnosi prese da autentici certificati di invalidità civile, parole pesanti, che segnano indelebilmente il percorso dei pazienti, parole che emarginano, che creano confini, una deflagrazione di parole che vuole nella sua apoteosi abbattere le barriere e trovare sotto le sue macerie che siamo solo persone, persone, persone.

La presentatrice Mascia Kachan introduce alla sua maniera gli ospiti, primo ad intervenire il dirigente del Ministero del Lavoro delegato per la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, Alfredo Ferrante, che, presa la parola ha sottolineato l’importanza dell’esistenza di trasmissioni come queste, che promuovono i diritti e portano l’attenzione su temi di interesse del Ministero stesso, e di come la Convenzione ONU sia fondamentale per l’emancipazione delle persone disabili, sia a livello lavorativo, ma anche a livello psicologico e di vita indipendente. Lo stesso ha inoltre posto l’attenzione anche su quanto ancora debba essere fatto, praticamente, per tramutare le parole in realtà concreta.

Andrea Venuto, assente per malattia, è stato presente in differita, attraverso un servizio video, realizzato dalla Cooperativa Matrioska, con l’intervista all’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio Rita Visini. Intervista doverosa, difatti la trasmissione per queste prime quattro puntate è in formato speciale realizzata sotto l’egida del Presidio Lazio, Centro Servizi per l’autonomia e le diverse abilità, promosso e finanziato dalla Regione Lazio. L’assessore ha voluto dichiarare il proprio impegno verso le fasce deboli della popolazione, ha parlato del 38% dei cittadini del Lazio che sono a rischio povertà e delle forme di tutela previste, come l’intervento programmato per le persone con disabilità adulte non autosufficienti, che venivano da tempo trascurate; la dottoressa Visini si è congedata con la promessa di presenziare ad una delle prossime trasmissioni, senz’altro sarà la benvenuta.

Alternati a questi momenti di impegno sociale, si propongono gli interventi musicali dello schivo cantautore romano Simone Presciutti. Si accompagna con la sua chitarra acustica, i testi sono seri e curati, a tratti malinconico, a tratti impegnato, credo abbia imparato la lezione dei classici cantautori storici romani come De Gregori e Venditti vecchia maniera, un piacere rilassarci con lui, e ascoltarlo.

In diretta telefonica da Roma l’Onorevole Ileana Argentin, da anni impegnata per i diritti delle persone con disabilità, il suo intervento si è concentrato sul ricordare al pubblico in ascolto la sua campagna riguardo il “Dopo di Noi”, la raccolta firme si può ancora sottoscrivere su Change.org, i politici sono stati sensibilizzati, ma lo stato dell’arte, la Argentin ci fa notare, è ben lontano dal traguardo finale di una legge ad hoc.

Novità per questa edizione della trasmissione è il TG di Presidio Lazio, presentato dalla giovane russa Polina Gracheva, un breve angolo interessante di informazione sociale, come un assaggio delle informazioni che ogni giorno si possono trovare sul sito di Presidio Lazio e sulla relativa pagina Facebook.

Ultima ospite, ma non da meno, la dottoressa Irene Ranaldi, sociologa, che ha presentato la sua ultima fatica editoriale “Gentrification in parallelo. Quartieri tra Roma e New York”, edito da Aracne, un lavoro molto originale, che spiega il fenomeno dell”imborghesimento” indotto di alcuni quartieri poveri di New York e di Roma, che ha causato nella prima un esodo della gente dai quartieri per la lievitazione del costo della vita nel quartiere stesso, mentre a Roma, differentemente, e in un’accezione positiva, una commistione cultuale, un’ibridazione di costumi, una multiculturalità, uno sviluppo creativo, come ad esempio avvenuto nei famosi quartieri romani del Pigneto e di Testaccio, senza’altro un lavoro che vale la pena approfondire.

Non’è mancato il meteo, stralunato come al solito, come pure la pittura di Tony Anghelone, che ha mostrato una sua Madonna “doppia”, direi, tra il sacro e il profano, dove la donna viene vista nella sua sacralità, ma anche nella sua nudità e materialità, ma, nelle parole dell’autore, sempre e comunque, in una dimensione elevata, a mio parere, in una visione olistica, di rispetto per la figura femminile.

Antonio De Honestis