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I selfie per studiare la clientela

Dai selfie si possono dedurre le marche indossate dalle persone

Dai selfie si possono dedurre le marche indossate dalle persone

Soprattutto tra i giovani, è sempre più diffusa la mania di autoritrarsi con i selfie e poi di diffondere gli stessi sui socìal network. Ma, probabilmente, pochi sanno che i loro selfie vengono utilizzati in modo massiccio dalle imprese per conoscere i loro gusti e abitudini, e per orientare di conseguenza la loro offerta. Per fare un esempio, la ditta produttrice di yogurt greco Chobani, dopo aver appurato che sul web esiste una grande quantità di selfie di individui che consumano lo yogurt in automobile, ha iniziato a produrre delle confezioni che, come si vede dalla foto qui sotto, si adattano perfettamente ai porta-tazza delle automobili.

chobani

Ci sono società come le americane Ditto Labs Piqora, che si sono specializzate nell’offrire alle aziende un servizio che consiste nel riconoscere i loro prodotti nelle foto presenti sul web, nell’individuare le tendenze dei consumatori, e nell’elaborare opportune strategie di mercato.

Con i selfie si fa prima

L’argomento è stato trattato da Gaia Rubera, una docente milanese di Marketing, in uno studio pubblicato dalla rivista “Via Sarfatti 25“. Secondo la Rubera, lo studio dei selfie permette alle imprese un notevole risparmio sia di costi che di tempi rispetto a prima, quando degli specialisti andavano in giro a scattare foto dei consumatori dei prodotti.
Gaia Rubera, la docente milanese autrice dello studio

Gaia Rubera, la docente milanese autrice dello studio

Con gli attuali programmi di elaborazione delle immagini, infatti, si fa molto prima a trovare un determinato prodotto in una foto presente sul web, che a trovarlo in giro per strada.

Chi compra i miei prodotti? Me lo dicono i selfie

Sempre secondo la Rubera, uno degli obiettivi principali delle aziende è scoprire gusti, passioni e tendenze dei propri clienti. Ad esempio, la Heineken ha scoperto che i fan dei Metallica sono dei gran consumatori della propria birra, ed è prevedibile che sia andata a sponsorizzare i concerti di tale gruppo. Altri dati molto utili che si possono ottenere dall’analisi dei selfie sono quelli relativi al successo dei prodotti concorrenti: essi possono arrivare prima dei normali dati delle vendite, e possono servire ad individuare le marche più vendute dalle quali trarre spunto. Infine la docente milanese dice che lo studio dei selfie può aiutare le imprese ad identificare i consumatori più fanatici, quelli che pubblicano continuamente foto dei loro prodotti: può darsi il caso, ad esempio, di una persona che tiene in particolar modo a farsi vedere con indosso una determinata marca d’abbigliamento. L’individuazione di simili consumatori è un obiettivo al tempo stesso importante e non facile da raggiungere altrimenti: il 48% dei direttori marketing ammette di non avere i mezzi per farlo. Almeno finché non arrivano in soccorso i selfie.