Home » APPROFONDIMENTI » In Gran Bretagna i disabili lavorano…

In Gran Bretagna i disabili lavorano…

(Internet)

Accesso al lavoro

In un anno il tasso di disoccupazione è sceso di quasi l’11%

In Gran Bretagna sono aumentati di 141mila unità in un solo anno le persone con disabilità nel paese che hanno trovato lavoro.

Da poco tempo infatti è stato lanciato un patto tra governo e aziende per innalzare la quota di lavoratori disabili nel settore privato

E i risultati sono soddisfacenti: dal 2013 al 2014 il tasso di disoccupazione è sceso di quasi l’11%, il numero totale di lavoratori disabili nel paese è salito a 3,1 milioni.

Ben altra cifra rispetto ai circa 300 mila italiani con disabilità che lavorano, secondo i dati del 2013, appena il 16 % del totale.

Disability Confident

Il Governo britannico aveva lanciato già nel luglio 2013 la campagna Disability Confident per rimuovere le barriere e convincere i datori di lavoro che anche le persone disabili possono offrire il loro contributo in azienda.

E molte companies, tra cui Asda, Barclays e BT hanno sottoscritto gli impegni contenuti nel Progetto e si sono impegnate nella diffusione di una cultura inclusiva tra i propri dipendenti.

[jwplayer mediaid=”8091″]

Inoltre in Gran Bretagna il sostegno dato alle persone con problemi di mobilità è maggiore rispetto ad altri Paesi. Il programma governativo “Access to Work” ha lo scopo di ridurre al minimo le differenze tra lavoratori disabili e gli altri.

Contributi per l’accesso al lavoro

Finanzia i costi aggiuntivi che devono essere sostenuti sia dal datore di lavoro che dalla persona con disabilità, come la costruzione di una rampa, la paga di un assistente, il contributo per comprare un veicolo adattato o i buoni taxi.

Infine il Regno Unito è all’avanguardia dell’innovazione sociale a livello internazionale, con un vero e proprio sistema legale, finanziario e di management in grado di favorire la crescita dell’impresa sociale.

Tra questi l’uso dei social bond e lo studio, nell’elaborazione degli appalti, dell’impact investing, ossia il calcolo dei benefici  misurabili a livello sociale ed ambientale sulla realtà del territorio.