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Milano, lotta all’inquinamento

Il duomo avvolto dallo smog

Il Duomo avvolto dallo smog

La Pianura Padana è la regione più inquinata d’ Europa e purtroppo Milano ne è il baricentro. Sono queste le allarmanti conclusioni che emergono dall’ultimo rapporto dell’ Agenzia Europea dell’ Ambiente sulla qualità. Nella sola Lombardia, considerando solo le malattie cardiache e respiratorie gravi, ogni anno muoiono in media trecento persone a causa dell’inquinamento, delle quali 240 a Milano. In particolare, i milanesi hanno a che fare con concentrazioni molto elevate di polveri sottili, tecnicamente chiamate PM10, che derivano soprattutto dal traffico automobilistico e che per l’organismo sono molto più nocive delle polveri di grosse dimensioni. Normalmente, l’Unione Europea consente di superare la soglia di 50 microgrammi/Mc di PM10 solo per 35 giorni l’anno: nel 2015, Milano ha superato il limite dei 35 giorni già dal 4 marzo!!

Troppe automobili

La situazione è molto seria, come ha spiegato il presidente di Legambiente Damiano Di Simine ad Ilaria Carra su milano.repubblica.it: «Abbiamo già sforato nonostante a gennaio e febbraio abbia piovuto oltre la media. Il vero nodo è la mobilità, siamo la Regione più motorizzata d’Europa con il 20 per cento di veicoli in più della media. C’è un milione di auto di troppo in Lombardia: la Regione entro il 2020 dovrebbe eliminarle. Servono investimenti più efficienti nel trasporto pubblico anziché buttare via i soldi in strade e autostrade inutili».

L’area C, un disincentivo al traffico

Ma vediamo cosa ha concretamente fatto l’amministrazione milanese negli ultimi anni per attenuare il problema dello smog e cosa ha in programma di fare. Nel giugno 2011 i cittadini milanesi avevano espresso parere favorevole ad un referendum che chiedeva “un piano di interventi per potenziare il trasporto pubblico e la mobilità pulita alternativa all’auto” attraverso l’estensione a quasi tutti gli autoveicoli del sistema di accesso a pagamento. Per rispettare la volontà espressa dai cittadini, il Comune a partire dal 16 gennaio 2012 ha introdotto la cosiddetta Area C, la Zona a Traffico Limitato, raffigurata nella figura qui sotto, interna alla Cerchia dei Bastioni.

L' area C racchiusa dalla Cerchia dei Bastioni

L’ area C racchiusa dalla Cerchia dei Bastioni

Ogni giorno, al primo accesso nell’area C la maggior parte dei veicoli deve pagare 5 Euro; i veicoli di servizio e i veicoli residenti pagano una tariffa ridotta; i veicoli meno inquinanti, come veicoli elettrici, GPL, motorini e moto hanno accesso gratuito. Visto che per molte persone 5 Euro giornalieri sono una discreta cifra, tale provvedimento è finalizzato ad incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, che d’altra parte sono stati potenziati con l’introduzione di 282 nuove corse giornaliere tra bus e metro.

Attenzione anche ai camion …

Effettivamente, tali misure avevano portato, dal 2013 al 2014, ad alcuni buoni risultati: il traffico in centro si era ridotto di circa il 30%, gli incidenti erano calati di circa il 26% e si erano ridotte anche le emissioni inquinanti, in particolare la concentrazione di PM10 era scesa del 10% e quella di CO2 addirittura del 35%. Però i dati di inizio 2015, che abbiamo citato all’inizio, fanno registrare di nuovo preoccupanti concentrazioni di PM10, e allora sono necessari ulteriori provvedimenti.

I grossi camion sono uno dei fattori di maggiore inquinamento a Milano

I grossi camion sono uno dei fattori di maggiore inquinamento a Milano

L’amministrazione ha individuato nei camion uno dei maggiori fattori di inquinamento: allora ha promulgato un bando che metterà a disposizione un milione di euro per l’ammodernamento dei camion più inquinanti, ed inoltre sta pensando di introdurre una “low emission zone” con controlli elettronici all’interno della quale i camion che non si adegueranno ai nuovi standard non potranno circolare.

Una sfida difficile

Certamente, negli ultimi anni l’amministrazione milanese ha compiuto dei passi in avanti nella direzione di una metropoli meno inquinata e più vivibile. I fattori che al giorno d’oggi spingono le grandi città nella direzione opposta, però, sono tanti, dalla sovrappopolazione all’espansione urbana incontrollata, e quindi la sfida si preannuncia difficile e lunga.