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Automobili driverless, a che punto siamo?

Due persone sedute, il volante in mezzo

Due persone sedute, il volante in mezzo

Le automobili che si guidano da sole, sfidando ostacoli, imprevisti e intemperie mentre magari i loro passeggeri si fanno un sonnellino. Occorreranno ancora un po’ di anni prima che tale scenario diventi la norma, per ora lo possiamo solo immaginare a grandi linee, un po’ come facevano i nostri antenati, che per esempio immaginavano che nel 2000 si sarebbero costruite delle case mobili su rotaie: tale idea si è concretizzata in modo un po’ diverso nei camper. Sicuramente, il traffico automobilistico degli anni 2050 sarà un po’ diverso da come ce lo immaginiamo adesso: vediamo però qual’è lo stato attuale di evoluzione della tecnologia e quanto siamo distanti dal giorno nel quale gli uomini non avranno più necessità di guidare – lo faranno, semmai, per puro hobby.

Camion che vanno da soli nel deserto

 In quest’articolo di un anno e mezzo fa avevamo introdotto le “automobili del futuro”: vediamo ora a che punto siamo e quali sono gli ostacoli che ancora ci separano dalla completa automatizzazione delle automobili. In Australia, la compagnia multinazionale  “Rio Tinto” ha affidato il trasporto dei minerali estratti fino alle raffinerie a camion che vanno completamente da soli: però questi camion viaggiano nel deserto, su strade dove non passa quasi mai nessuno e non vi è pericolo di incidenti che coinvolgano altre persone. Anche in Canada verrà condotto un esperimento simile.

Automatizzazione graduale 

Le automobili “driverless”, però, non sono ancora in grado di reggere il confronto con il traffico urbano perché le tecnologie che le fanno funzionare sono ancora ai primi stadi. In condizioni ideali, anche ammettendo la presenza di altre automobili, l’automobile driverless guida già in modo più sicuro dell’autista medio; ma ancora non è stata programmata per fronteggiare al meglio imprevisti come, ad esempio, il forte maltempo e le buche stradali. Le compagnie americane Tesla e Freightliner stanno conducendo esperimenti su autostrada, ma con addetti pronti ad intervenire al volante in caso di emergenza. Quello con il guidatore pronto ad intervenire sarà, molto prevedibilmente, il “set-up” più comune anche quando le automobili driverless saranno inizialmente immesse sul mercato comune. Ma, assicurano gli esperti, verrà un giorno nel quale le automobili saranno in grado di affrontare da sole ogni possibile imprevisto, e nel quale l’azione del guidatore diventerà superflua. Ciò permetterà di usare l’automobile in maniera perfettamente autonoma anche a persone seriamente disabili.

 Alcune professioni scompariranno …

Ma gli esperti prevedono che sulla strada che porta alla completa automatizzazione delle automobili si frapporranno anche ostacoli diversi da quelli tecnologici. In quest’articolo abbiamo parlato delle accese proteste dei tassisti, che non vogliono accettare la comparsa sul mercato di soggetti come Uber e Uberpop, che sono più avanzati di loro e sono al di fuori del sistema delle licenze. E’ del tutto prevedibile che la scena si ripeterà con intensità molto maggiore quando le automobili driverless inizieranno a fare concorrenza non solo agli attuali tassisti, ma anche agli autotrasportatori, agli autisti privati, ai guidatori di scuolabus. Molto probabilmente faranno loro concorrenza a prezzi inferiori, e arriveranno a rendere le loro professioni quasi obsolete.

 … ma il progresso non si può fermare

Ma gli interessi di categoria non possono frenare il progresso: per alcune professioni che scompariranno, sicuramente ne compariranno altre e, più in generale, il tempo che non dovremo trascorrere al volante, lo potremo utilizzare per leggere, per stare al computer, anche semplicemente per dormire, come facciamo oggi in treno e in aereo.