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Arte per non vedenti con stampe 3D ed App

Arte per non vedenti in 3D

Arte per non vedenti in 3D

Arte sempre più accessibile grazie a stampanti tridimensionali e applicazioni che riproducono esperienze multisensoriali.

Grazie ai progressi dell’hi-tech, l’arte diventa sempre più accessibile anche per chi è affetto da disabilità visiva. Il tutto grazie a riproduzioni tridimensionali di opere d’arte e alla realizzazione di applicazioni per non vedenti che consentano di far percepire l’opera attraverso stimoli tattili e sonori.

Arte da toccare

Da diversi anni sono stati introdotti nei principali musei percorsi per non vedenti. In Italia uno dei primi fu il Museo Egizio di Torino, che già nel 1982 avviò un progetto chiamato “Museo Egizio da toccare”. Si trattava di una visita tattile all’interno dello statuario integrato da guide in braille per non vedenti o scritte in caratteri più grandi per ipovedenti.

All’inizio di quella sperimentazione le opere che si potevano toccare erano originali, con il grosso problema al tatto i reperti rischiavano di rovinarsi. Si cominciò cosi a duplicare le opere originali affidando le riproduzioni ad artisti e artigiani per poi commissionare il progetto ad università tecniche. Così, come è successo a Firenze nel 2009 con il progetto T-VedO” (Ricostruzione Tridimensionale per non vedenti di Opere d’arte pittoriche) e sviluppato dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’università di Firenze che ha avuto come obiettivo proprio quello di sviluppare un metodo computerizzato in grado di trasformare dipinti ed affreschi in modelli 3D esplorabili con il tatto al fine di consentire la fruizione di opere d’arte pittoriche anche a persone affette da disturbi alla vista. E sempre qui  a Firenze nel Polo Museale Fiorentino –  Galleria degli Uffizi  infatti,  posiamo trovare  il percorso  Uffizi da toccare  che ad oggi comprende 14 opere che fanno tutte parte del percorso di visita in autonomia in Galleria (e per la quale non è prevista alcuna forma di prenotazione) esclusivamente per persone con disabilità. Ai disabili visivi che si presentano alla biglietteria degli Uffizi (con apposita documentazione che dà diritto alla gratuità dell’ingresso), viene consegnato un paio di guanti monouso in latex (gli stessi che utilizzano i restauratori di opere d’arte) con cui possono toccare le sculture apprezzandone le caratteristiche salienti della superficie lapidea scolpita.

Ricostruzione Tridimensionale per non vedenti di Opere d’arte pittoriche

Ricostruzione Tridimensionale per non vedenti di Opere d’arte pittoriche

Scanner e stampanti 3D per riproduzioni quasi perfette

La tecnologia ci ha quindi dato la risoluzione  all’inconveniente iniziale dell’inevitabile deterioramento dei reperti originali  sottoposti all’usura  della lettura tattile.

Oggi la tecnologia ci consente di affidarci a scanner 3D che permettono di “leggere” fedelmente oggetti tridimensionali e trasformarli in file 3D.

Successivamente entrano in azione le stampanti 3D che, partendo proprio da un file tridimensionale, sono in grado di riprodurlo con qualità e precisione sempre più dettagliate. Si tratta pur sempre di copie, ma stavolta fatte da macchine e quindi senza nessuna personalizzazione umana. Lo stesso vale per i dipinti, riproduzioni in rilievo dell’originale. In questo modo il non vedente può percepirne gli spazi, coglierne i dettagli e avvicinarsi così a una forma artistica, quella pittorica, percependone i pieni ed i vuoti.

 

Bassorilievo in 3D

Bassorilievo in 3D

Un’esperienza multisensoriale

La vera sfida è quella di superare l’esplorazione di semplici riproduzioni artistiche e di coinvolgere il non vedente in un’esperienza multisensoriale, non solo tattile.
Uno dei primi esperimenti risale al 2006 con il Progetto Omero messo a punto dai ricercatori dell’Issia  e del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari. Omero consentiva una visita virtuale a complessi architettonici attraverso un percorso uditivo e tattile. La sperimentazione fu fatta sul Castello Svevo di Bari, l’edificio fu ricostruito virtualmente e fu chiesto alle persone non vedenti di esplorare la riproduzione con il polpastrello attraverso un particolare dispositivo che permette di manovrare un robot  e di riceverne delle sensazioni tattili in risposta. Alla mano degli utenti venivano restituite sensazioni tattili simili a quelle che avrebbero provato visitando realmente il luogo. Potevano così percepire vibrazioni, viscosità o attriti ed integrato da stimoli uditivi come suoni, rumori o guide vocali che consentivano una ricostruzione completa della scena. Gli utenti potevano così ricevere e percepire informazioni riguardo la storia dell’edificio, ma anche sui materiali di costruzione, gli oggetti e manufatti presenti negli ambienti del castello.

App Tookedo

App Tookedo

Le App e l’arte audiotattile

E la tecnologia odierna non può esimersi dall’approdare sul nuovo mercato delle App come la logica di  Tooteko, un sistema low cost e Hi-Tech che associa informazioni audio a supporti tridimensionali tattili.

Tooteko esiste in due linee di prodotto: ART, che rende accessibili le opere d’arte nei musei ai non vedenti e agli ipovedenti integrando l’esplorazione tattile con il dato audio; EDU, la soluzione low cost per rendere l’arte accessibile al maggior numero di persone, a casa o a scuola.

Anche in questo caso si parte da riproduzioni in gesso di sculture ed edifici realizzate grazie a scansioni 3D delle opere originali. La novità è che all’interno di questi modelli sono collocati dei sensori.

Tooteko Art funziona in indossando uno speciale anello. Quando la mano nel suo percorso esplorativo incontra un punto sensibile (hotspot), viene attivata l’ app per smartphone o tablet, con una traccia audio che integra la percezione tattile fornendo le informazioni necessarie nella lingua prescelta. Le informazioni sono pertanto localizzate e pertinenti. L’idea è di produrre copie tattili-acustiche di opere d’arte da inserire nei musei, di fronte all’opera originale.

Combinando l’esplorazione tattile con il dato audio, Tooteko Art restituisce una percezione più completa dell’opera e una fruizione in autonomia rendendo l’arte accessibile.
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Tookedo Edu è il sistema low cost che permette a non vedenti e ipovedenti di poter accedere ai contenuti culturali direttamente a casa, utilizzando il proprio smartphone o tablet. Consiste di un supporto (da acquistare o scaricare gratis), di una applicazione, di contenuti audio da acquistare online, e di schede termoformate. Sistemando lo smartphone sul supporto, i contenuti delle schede vengono restituiti dallo smartphone sottoforma di tracce audio e vengono messi in relazione con la posizione della mano. Se tocco il Monte Bianco non solo vengo a saperne il nome, ma anche quanto è alto, chi lo ha scalato per primo, con cosa confina, eccetera.

App per non vedenti e audioguide riportano informazioni vocali specifiche, partendo proprio dal particolare che l’utente stava esaminando. Il fatto che i sensori si attivino al passaggio della mano dell’utente fa sì che il non vedente possa percorrere una visita autonoma, scegliendo come muoversi e quale punto dell’opera esaminare senza il bisogno di essere guidato o di seguire un percorso specifico.

Così viene sintetizzato il concetto di arte 2.0, un’arte che coniuga l’espressione artistica alle potenzialità tecnologiche.

L’unione di questi due elementi supera così il concetto di arte intesa solo come massima espressione visiva. E, per non vedenti e ipovedenti, si tratta di una vera e propria rivoluzione, inimmaginabile sino a qualche anno fa.