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Garante Privacy: basta dati di disabili online sui siti delle regioni

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Autorità Garante per la protezione dei dati personali

Sono numerosi i casi per i quali il Garante della Privacy è dovuto intervenire a tutela degli interessati facendo oscurare le pagine web istituzionali.

Leggiamo dal sito istituzionale come, con una nota del 25 settembre, il Garante della Privacy  comunica che il Presidente dell’Autorità, Antonello Soro, ha scritto al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Sergio Chiamparino, per richiamare l’attenzione della Conferenza sulla preoccupante prassi di pubblicare sui siti web degli enti pubblici atti e documenti contenenti dati personali non indispensabili di cittadini e dipendenti, spesso estremamente delicati come quelli riferiti alla salute ed in particolare alla disabilità.

Molti i casi per i quali l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali è dovuta intervenire a tutela della riservatezza degli interessati provvedendo a far oscurare le pagine web istituzionali  sanzionando i responsabili.

Il Garante è stato chiamato più volte a pronunciarsi, in particolare, sulle graduatorie concorsuali o altri atti contenenti dati riferiti alle condizioni di invalidità di centinaia di lavoratori o partecipanti alle prove concorsuali. Questi dati in alcuni casi non solo erano visibili in rete, ma immediatamente reperibili tramite l’inserimento delle generalità degli interessati nei più comuni motori di ricerca.

Il Garante, in queste circostanze,  ha vietato l’ulteriore diffusione in Internet di tali dati, ribadendo “l’illiceità della diffusione di dati dai cui si possa desumere lo stato di malattia, compreso qualsiasi riferimento alle condizioni di invalidità, disabilità o handicap fisici e/o psichici” e applicando le relative sanzioni, che possono arrivare fino a 120 mila euro.

Da ultimo, l’Autorità è dovuta nuovamente intervenire per vietare la diffusione on line da parte di una Regione e di un’Azienda sanitaria di dati riferiti alla condizione di disabilità dei partecipanti a concorsi e selezioni pubbliche.

Il Garante ha chiesto , quindi, alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di valutare la possibilità di assumere specifiche iniziative affinché i trattamenti di dati effettuati da soggetti pubblici siano sempre rispettosi delle norme e delle garanzie previste in materia di tutela della riservatezza e del diritto alla protezione dei dati personali.