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Stabilità, fondi per il diritto allo studio dei disabili

scuola

Diritto allo studio

Un emendamento chiarisce le competenze e gli stanziamenti

Nel corso dell’esame sulla legge di stabilità, la Camera ha approvato un emendamento a favore del diritto allo studio delle persone con disabilità.

Il nuovo testo cercare di portare chiarezza sui servizi di supporto scolastico, rimasti scoperti a seguito della soppressione delle Province a alla loro assegnazione alle Regioni e alle Città metropolitane.

Le disposizioni di legge (legge quadro 104/1992 e legge 67/1993) infatti garantiscono assistenti educativi e della comunicazione (AEC), in particolare per gli alunni sordi, non vedenti o ipovedenti o con altre disabilità.

Le competenze

Inoltre le stesse Province dovevano assicurare (gratuitamente) il trasporto scolastico alle persone con disabilità nelle scuole superiori.

Ma il problema è che queste non sono ancora attrezzate, e mancano anche i trasferimenti dei fondi necessari per garantire questi servizi.

L’ emendamento, presentato dal Governo, ribadisce l’attribuzione delle competenze alle Regioni, a meno che queste non abbiano già deliberato l’attribuzione a Province, Città metropolitane o Comuni singoli o associati.

E i finanziamenti

E prevede anche uno stanziamento di 50 milioni, dopo che un primo finanziamento provvisorio era stato attuato nell’estate scorsa con la destinazione di 30 milioni di euro per tali servizi, grazie al decreto legge sugli enti territoriali.

Inoltre è stato approvato anche un subemendamento con cui sono stati reperiti altri 20 milioni di euro, attingendo i fondi dalla tassazione sulle cosiddette slot machines.

Soddisfazione per il raggiungimento di questo risultato è stata espressa da dalle associazioni di categoria, come la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), Ledha, FederHand, AIPD, ANFFAS, UICI), che avevano promosso da mesi queste istanze con politici ed amministratori locali.

Come commenta Vincenzo Falabella, presidente della Fish, ora le Regioni, che non hanno più scusanti, devono garantire lo stesso diritto in modo omogeneo in tutta la Penisola senza discriminazioni né rallentamenti.

Le associazioni continueranno a vigilare come sempre,  ricorrendo a tutti gli strumenti e i mezzi a disposizione, sul rispetto di un diritto fondamentale come quello allo studio.