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Disabili, esoscheletro che aiuta a camminare made in Italy

Camminare grazie ad un 'robot': ecco l'esoscheletro Phoenix

Camminare grazie ad un ‘robot’: ecco l’esoscheletro Phoenix

L’esoscheletro Phoenix  sarà in produzione da gennaio 2016, permetterà la  deambulazione per qualche ora.

Un esoscheletro completamente made in Italy, che permette a persone con difficoltà motorie parziali o totali e che sono costrette sulla sedia a rotelle, di passare dalla posizione seduta a quella eretta, sostenendo il corpo, e di camminare per qualche ora al giorno aumentando la forza e la resistenza.

A produrlo a partire dall’inizio del 2016, l’azienda Mes di Roma (società attiva nei settori della meccanica, dell’elettronica, dell’optronica e dei servomeccanismi) in un progetto che è nato da un team di propri ingegneri e tecnici, finanziato dalla Regione Lazio e completato a luglio 2015, avvalendosi della collaborazione del professor Homayoon Kazerooni dell’Università di Berkeley ed anche dell’Università di Camerino.

L’esoscheletro si chiama Phoenix e non sostituisce la sedia a rotelle, ma consente la verticalizzazione e la deambulazione per qualche ora al giorno, importantissima per recuperare alcune importanti funzioni del corpo, che sono rallentate se non compromesse vivendo costantemente sulla sedia a rotelle. Phoenix,  ha già acquisito la certificazione CE, e tra le caratteristiche ha leggerezza (13 kg) e facile vestibilità. E’ utilizzabile sia per la riabilitazione che per la vita quotidiana dei disabili. Mediamente, fanno sapere dalla Mes, servono circa sette giorni al paziente per apprendere l’uso del Phoenix.

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Mes è una azienda di ingegneri e “per caso siamo arrivati all’esoscheletro, parlando cioè con amici medici. E ci siamo appassionati. Volevamo fare un qualcosa di diverso rispetto all’esoscheletro in commercio, il nostro è semplice, leggero, facile da usare- raccontano aluni rappresentanti dell’azienda  durante una  presentazione  – Che sia uno strumento che accompagna anche in fase post riabilitativa”. Il prossimo passo, infine, sarà rivolto ai più piccoli: “Pensiamo di miniaturizzare il Phoenix per i bambini disabili. E questo aprirà a una serie di ricerche”.