Home » INCLUSIONE » Servizio accoglienza migranti e cooperative sociali: arriva la stretta di Cantone

Servizio accoglienza migranti e cooperative sociali: arriva la stretta di Cantone

L’Anac da le indicazione per evitare infiltrazioni criminali nei bandi per i servizi d’assistenza ed ospitalità offerti ai migranti

Tutela della concorrenza, obblighi di programmazione, tracciabilità dei flussi finanziari, regole stringenti per proroghe e rinnovi: sono le linee guida messe a punto dall’Anticorruzione per l’affidamento dei servizi a enti del terzo settore e a cooperative.

Le coop attive nel sociale sono una realtà vasta e variegata, ma alcune, di recente, sono finite nell’occhio del ciclone dopo inchieste, come Mafia Capitale, che hanno alzato un velo su irregolarità e reati. Anche sulla scorta di queste vicende, l’Anac guidata da Raffaele Cantone ha fissato una serie di criteri per prevenire fenomeni di corruzione e garantire il rispetto dei principi della libera concorrenza. Il documento esamina in 43 pagine l’affidamento dei servizi a enti no-profit e cooperative sociali ponendo l’accento sulla necessità di prevedere un’adeguata programmazione degli interventi da realizzare e chiarendo le modalità di erogazione dei servizi nel rispetto delle norme comunitarie e nazionali. COOPERATIVE SOCIALI – Centrale la sezioni sulle cooperative sociali, in particolare quelle che si occupano dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiante (c.d. di tipo B), le quali possono ricevere affidamenti in deroga alla disciplina sui contratti pubblici in considerazione della loro ‘mission’. L’Anac precisa le stringenti condizioni che consentono la deroga solo per gli affidamenti sotto soglia comunitaria e chiarisce che le amministrazioni devono definire adeguatamente la durata delle convenzioni, perché non sia preclusa ad altre cooperative la possibilità di promuovere i propri progetti di inserimento; e per ogni affidamento debbono assicurarsi che sia impiegato almeno il 30% di lavoratori svantaggiati e vigilare sulla corretta esecuzione dell’appalto. Il valore di eventuali rinnovi dei contratti deve essere previsto e incluso nell’importo dell’appalto da mettere a base di gara nel momento in cui viene indetta la procedura. Per gli affidamenti sopra la soglia comunitaria niente corsie preferenziali: vale quanto previsto dal codice dei contratti pubblici. ACCOGLIENZA MIGRANTI – Altro settore chiave è l’accoglienza degli immigrati, ambito dove la domanda di servizi ha avuto un aumento esponenziale e in cui sono emerse violazioni della normativa di settore. Per prevenirle, bisogna evitare barriere all’accesso e favorire massima partecipazione, rotazione dei soggetti affidatari e accesso al mercato delle piccole e medie imprese, anche prevedendo la separazione tra la proprietà della struttura destinata all’accoglienza e il servizio reso, l’affidamento per lotti, la partecipazione in forma aggregata e il subappalto. L’obiettivo è evitare che pochi soggetti si accaparrino una rosa di servizi ampia ed eterogenea, anche senza avere competenze comprovate in tutti i campi per cui si ottiene l’assegnazione, a discapito di soggetti più qualificati. Il documento evidenzia la necessità di rispettare i principi di imparzialità, trasparenza e concorrenza anche in situazioni di urgenza/emergenza, suggerendo il ricorso ad accordi quadro. E richiama la necessità di monitorare l’esecuzione del contratto. PROROGHE, FLUSSI FINANZIARI – Spesso proroghe e rinnovi dei contratti sono diventati prassi negli affidamenti al terzo settore. L’Anac specifica che in nessun caso le carenze in fase di programmazione possono giustificare proroghe, mentre il rinnovo è possibile solo se è stato già previsto nel bando di gara. La tutela dell’occupazione può essere realizzata tramite la previsione di clausole sociali, da inserire nei bandi di gara, e non con la proroga del contratto in essere. Gli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari si applicano anche ad acquisti, affidamenti di servizi sociali e affidamenti a cooperative sociali.

Fonte: corrierediroma-news.it