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Ausili digitali per i bambini

(Internet)

Ausili digitali

Accordo tra la Fondazione TOG ed Opendot per realizzare gli ausili

Grazie all’accordo con ditte specializzate,  la Fondazione TOG – Together To Go è in grado di riprodurre ausili moderni e personalizzati per i suoi bambini con patologie neurologiche complesse.

Si tratta de L’oggetto che non c’è, un progetto pilota che nasce dalla collaborazione tra la Fondazione milanese ed Opendot, un Fablab ed uno spazio di progettazione e produzione di oggetti attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali e arti.

Dal 2014 la Fondazione TOG ha dato vita a un Centro di Eccellenza per la riabilitazione di bambini colpiti da patologie neurologiche complesse dove cura gratuitamente 107 piccoli pazienti.

L’oggetto che non c’è

Insieme ad Opendot  ha avviato l’attività di costruzione di oggetti personalizzati ed utili, anche grazie all’acquisto di due stampanti 3D e degli strumenti per la realizzazione degli ausili.

Il progetto L’oggetto che non c’è è stato presentato il 22 febbraio scorso nei laboratori di Opendot di Milano dove erano esposti alcuni tutori e altri strumenti riabilitativi auto-prodotti.

Questo percorso vuole portare ad una maggiore autonomia del bambino, incentivandolo nell’inserimento alla vita sociale attraverso ausili adatti, esteticamente belli e utili alla sua vita.

“L’oggetto che non c’è” vuole portare verso un nuovo modo di fare design, per un design accessibile a tutti ed un’autoproduzione digitale in vista di una sanità open source, accessibile e su misura.

Il percorso progettuale

Il percorso progettuale prevede in particolare:

1) La progettazione di un software dedicato agli operatori di TOG per consentire l’acquisizione delle scansioni dei tutori in gesso creando un modello che possa poi essere stampato attraverso la stampa 3d generando dei tutori molto più leggeri, lavabili e personalizzabili.

2.Il re-design di ausili, sistemi cognitivi e giochi, per la riabilitazione attraverso la progettazione allargata tra operatori sanitari, genitori, maker.

3.La co-progettazione con alcune università per affrontare il tema della disabilità esplorando le potenzialità dell’approccio maker.

Al tavolo della progettazione voluto da TOG e Opendot partecipano anche le scuole NABA e Domus Academy, in collaborazione con IKEA, attraverso corsi di co-progettazione allargata con genitori e figli che portano il loro contributo, le loro esperienze e necessità reali per sviluppare nuovi progetti di design, re-design e hacking di oggetti della vita quotidiana.

Partecipa al progetto anche Niel Liesmons dell’ Università di Gent con la sua tesi di Master “Custom Seating”, il cui progetto vuole semplificare la progettazione e produzione di oggetti su misura, fatti con strumenti facili ed economici.