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Smog, a Londra ci pensano i piccioni

Con i sensori sui piccioni ed un app per monitorare in tempo reale la qualità dell'aria Londra lotta contro l'inquinamento

Con i sensori sui piccioni ed un app per monitorare in tempo reale la qualità dell’aria Londra lotta contro l’inquinamento

Un sensore sui pennuti metropolitani per monitorare la qualità dell’aria

I piccioni popolano le nostre città ormai da secoli e potrebbero aiutarci a  combattere l’inquinamento. L’idea viene da Londra dove hanno dotato i pennuti metropolitani di sensori per misurare la qualità dell’aria che respiriamo e per mappare le zone maggiormente inquinate. Insomma, in questo modo la città si dota di una sorta di centraline per l’inquinamento a basso costo, miniaturizzate e volanti, in grado di coprire facilmente ed in tempo reale con le loro rilevazioni l’intera area urbana. Il progetto realizzato nella capitale del Regno Unito è in realtà anche una trovata pubblicitaria della digital agency globale DigitasLBi per promuovere i sensori della qualità dell’aria Plume della startup parigina PlumeLabs, utilizzati appunto per la prima volta sui piccioni ma destinati in futuro ad essere indossati dagli esseri umani.

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Un progetto contro l’inquinamento a cui possono partecipare tutti

I Plume sono infatti oggetti smart indossabili che ci dicono in tempo reale, in collegamento con una app per smartphone, cosa respiriamo. Inoltre questi sensori condividono online i dati che raccolgono per disegnare mappe dell’inquinamento che permettano a tutte le persone che appartengono alla comunità, di evitare le zone più a rischio per l’inquinamento dell’aria. Per realizzare i sensori Plume, che attualmente sono ancora in fase di beta test, si sono raccolti fondi per la loro realizzazione e sperimentazione attraverso il crowdfunding, sulla piattaforma inglese Crowdfunder.co.uk. In questo modo chi ha voluto sostenere il progetto ha potuto pre-acquistarli online per essere tra i primi ad utilizzarli e a mappare l’inquinamento nella propria città: la consegna dei primi pezzi è prevista tra ottobre e novembre di quest’anno. Oltre che nella metropoli sul Tamigi, i Plume sono utilizzati in via sperimentale per tracciare la qualità dell’aria in molte città degli USA, dell’America Latina, in Cina, India e Giappone e in quasi tutta l’Unione Europea, Grecia ed Italia escluse. Sul sito di PlumeLabs è possibile visualizzare attraverso una mappa le città nel mondo in cui progetto è già attivo e osservarne in tempo reale la qualità dell’aria.

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