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La sartoria solidale cresce

(Internet)

“Altra moda, altro modo“

In questi giorni sono state presentate diverse esperienze in Italia

L’ abbigliamento e lo svantaggio continuano ad essere fortemente legate tra di loro, con diverse esperienze di sartoria solidale che portano benefici al settore e alle persone impiegate.

Da poco è stata organizzata a a Villa Emo di Fanzolo (Treviso) la serata speciale “Altro modo, Altra moda”, con abiti, accessori e gioielli disegnati da alcune cooperative che operano nell’ambito del reinserimento sociale della disabilità e del disagio.

La serata, dedicata alla bellezza etica, faceva parte di un progetto sostenuto dalla Regione Veneto e da Unioncamere, per la visibilità e lo sviluppo delle cooperative ed imprese sociali nella moda.

“Altro modo, Altra moda”

Alcune modelle hanno portato sulla scalinata le creazioni delle varie aziende, come abiti classici, tessuti freschi più casual, accessori indossabili di pelle e di legno, gioielleria alternativa.

Tra le realtà presenti, la coop E-sfaira di Padova che gestisce un laboratorio di sartoria creativa al femminile per donne italiane e straniere.

La cooperativa Progetto Quid, dove donne che vivono con vari tipi di fragilità operano e realizzano capi con tessuti di alta qualità.

La cooperativa “Il Cerchio”  che gestisce una sartoria femminile di taglio e cucito all’interno della casa circondariale della Giudecca a Venezia.

L’ “Emporio Savoia”

Sempre in questi giorni, per il progetto “Abito Qui”, è stata è stata inaugurata nella sede di Via Monza 4 a Roma la boutique solidale “Emporio Savoia”, realizzata dalla Caritas di Roma e dall’IPAB Asilo Savoia.

Un progetto realizzato dalla Caritas di Roma e dall’ IPAB Asilo Savoia per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone svantaggiate attraverso la vendita i capi di abbigliamento donati e rimessi a modello dagli ospiti delle strutture.

Donne e uomini con diverse condizioni, senza dimora, rifugiati e persone fragili, hanno l’opportunità di misurare le proprie competenze professionali, acquisite nel corso dell’attività svolta all’interno di un laboratorio di sartoria, in un progetto condiviso, di cui sono parte attiva e integrante.

L’intero ricavato della Boutique solidale permetterà di potenziare il laboratorio, incrementando il numero dei partecipanti e aumentando i corsi di formazione.

Il gruppo di lavoro, inoltre, riceverà un rimborso spese per l’opera svolta e gli ospiti più meritevoli saranno proposti per stage e tirocini professionali presso aziende del settore.

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