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Scuola, quale sostegno effettivo?

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Quali insegnanti di sostegno?

Si denunciano diversi casi in cui il sistema risulta inadeguato

Si è riaperta in tutta Italia la scuola, e puntualmente ritorna la questione degli insegnanti di sostegno per gli alunni con disabilità. 

Le liste sono state fatte ed il Consiglio dei Ministri lo scorso 30 agosto ha sbloccato il riparto dei contributi alle Regioni, che dovrebbero servire per le spese di trasporto, di assistenza e di strumenti di didattica

L’area di Milano

Ma già vengono segnalati grandi problemi in diversi territori. La LEDHA, denuncia che nell’area milanese è a rischio l’erogazione dei finanziamenti anche per il semplice avvio del nuovo anno scolastico. Per l’area metropolitana saranno determinanti le decisioni dei Comuni, organizzati nei Piani di zona, che potranno decidere se erogare o no i servizi, creando così disparità a livello territorialeLEDHA e FAND rilanciano quindi il loro appello con la campagna Vogliamo andare a scuola!, richiamando al senso del dovere tutte le istituzioni perché compiano gli atti dovuti.

Le associazioni sollecitano le famiglie a segnalare le situazioni problematiche, come l’ assenza, ritardi nell’attivazione dei servizi o riduzioni degli interventi rispetto al fabbisogno.

E il Sud

Intanto non inizierà la scuola per tutti gli alunni e studenti campani e questo perché non saranno garantiti l’assistenza specialistica (autonomia e comunicazione) e il trasporto scolastico dai Comuni o dagli Ambiti Sociali e dalla Regione Campania. Anche per i ragazzi con disabilità delle scuole superiori della Provincia di Pescara non è stato ancora attivato il servizio di assistenza scolastica.

E nelle scuole di Palermo che hanno cominciato l’attività didattica, non sono stati garantiti i servizi di assistenza igienico-personale, quelli di autonomia e comunicazione e il trasporto, cosicché gli studenti con disabilità sono stati costretti a restare a casa

Docenti non specializzati

Ma vi è anche la questione dell’ assegnazione di posti effettivi di sostegno a docenti che non sono specializzati in materia di disabilità. L’ ANFFAS si schiera contro le disposizioni previste da alcuni contratti integrativi regionali sulla mobilità annuale, come quelli di Sicilia e Sardegna, sulla base delle quali è possibile prendere anche docenti senza titolo, fatto salvo un numero di posti pari ai docenti specializzati di ruolo e non.

Il presidente dell’associazione, Roberto Speziale, denuncia anche il fatto che spesso un posto di sostegno viene assegnato ad un docente non specializzato in quanto perdente posto solo per riempire gli organici.

Questo è dovuto anche all’errata distribuzione dei posti di sostegno tra i vari Ambiti Territoriali, per cui in alcune province vi sono più posti di sostegno di altre, con l’utilizzo conseguente di persone non specializzate.

E questa situazione, oltre ad andare contro la legge 194/92, rischia di danneggiare seriamente gli alunni con disabilità.

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