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Buone prassi per lo sviluppo della cooperazione internazionale

In una pubblicazione di Cooperatives Europe idee ed esempi per favorire lo sviluppo dell’economia cooperativa nel mondo

Le buone prassi della cooperazione internazionale in uno studio di Cooperatives Europe (fonte, Cooperatives Europe)

Le buone prassi della cooperazione internazionale in uno studio di Cooperatives Europe (fonte, Cooperatives Europe)

Il movimento cooperativo cresce nel mondo e rappresenta sempre più un’alternativa ai modelli d’impresa tradizionale, soprattutto in termini di sostenibilità e equità sociale.

A questo proposito uno studio di Cooperatives Europe Development Platform (CEDP, la piattaforma per lo sviluppo di Cooperatives Europe), “Good Practices in international development” punta ad avere una migliore comprensione dei differenti metodi e approcci delle organizzazioni cooperative nel loro lavoro di sviluppo internazionale in diverse aree geografiche e tematiche, per evidenziare gli strumenti utilizzati e le buone prassi.

La ricerca ha lo scopo di incoraggiare il partenariato tra i membri del CEDP evidenziando le specifiche competenze ed esperienze di ciascun membro dell’organizzazione e le possibili sinergie, per consentire ad attori esterni di capire meglio i vantaggi dello sviluppo cooperativo internazionale come approccio di successo allo sviluppo economico e sociale.

I principali vantaggi dell’impresa cooperativa che emergono dallo studio, sono la capacità di rafforzare le comunità attraverso il coinvolgimento diretto delle persone, come membri delle cooperative, nel cambiamento e nell’influenzare la politica locale, abilitare le persone attraverso la cooperazione al controllo delle loro vite e il sostegno al cambiamento delle scelte politiche per creare un ambiente favorevole a imprese partecipate.

Attualmente i membri del CEDP operano in 74 Paesi nel mondo, principalmente in Europa, Africa, Asia Merdionale e America Latina, in particolare nel settore agricolo e in quello dell’educazione, rivolgendosi soprattutto alle fasce più deboli della popolazione e collaborando con autorità locali, altre organizzazioni cooperative internazionali e Ong.

Realizzato nell’ambito della piattaforma del partenariato ICA-EU (#coops4dev), questo studio è stato condotto da Cooperatives Europe, The Co-operative College, Coopermondo-Confcooperative, Kooperationen e sostenuto da tutti i membri del CEDP.

“Questa ricerca è un altro passo nel continuo lavoro che il membri del CEDP hanno sviluppato per promuovere il modello cooperativo nello sviluppo internazionale – evidenzia Arielle Romenteau, ricercatrice di Cooperatives Europes – e delinea una nuova maniera per aumentare l’impatto cooperativo. Con questo studio speriamo di andare oltre nella condivisione di metodi esistenti e di sbloccare il potenziale per nuovi progetti congiunti sia tra i membri del CEDP e sia con altri attori fuori dal movimento cooperativo”.

Il report dello studio e la brochure di presentazione sono state prodotte con il sostegno dell’Unione Europea e presentate all’International Co-operative Alliance’s Global Conference, che quest’anno si è tenuta in Malesia, a Kuala Lumpur, dal 15 al 17 novembre

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