“Quaranteenagers” – gli adolescenti e la pandemia

Si è tenuto venerdì scorso, 16 dicembre, l’incontro “Adolescenza. Un viaggio bellissimo e pieno di insidie”, voluto da “Ore 12 sanità” con la Regione Lazio, l’incontro si è svolto al Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, Piazza della Minerva, 42 a Roma,un dibattito tra esperti e istituzioni per analizzare le ferite lasciate dalla pandemia e individuare insieme soluzioni per curarle.

Il New York Times, il famoso giornale americano, definisce con un neo-logismo “Quaranteenagers”, un appellativo coniato per gli adolescenti al tempo dell’isolamento a causa del Covid, infatti, la pandemia ha reso ancora più complessa una fase della vita considerata, quella degli adolescenti, insidiosa e travagliata.

il deputato Roberto Morassut, del Partito Democratico, dice, nell’occasione dell’incontro in questione, “è una fase bellissima ma piena di rischi, credo che l’incertezza del futuro, questa velocità che stordisce anche i meno giovani, il Covid ha accentuato questo elemento polemico e dialettico; dopo il Covid sono aumentati i fenomeni di conflittualità, la tendenza a fare gruppo, il bullismo. La famiglia e la scuola devono aiutare i giovani a trovare la loro molla, il loro stimolo”.

Franco Vaccari, psicologo e presidente di Rondine – Cittadella della pace, ha spiegato il principio alla base della Cittadella: far incontrare e formare insieme giovani provenienti dalle zone di conflitto di tutto il mondo. Dice “La nostra esperienza ci ha fatto capire cose incredibili sul potere delle relazioni e dal lavoro sulla cura delle relazioni è emerso un successo oltre ogni rosea aspettativa. Si può cambiare il mondo, in maniera autentica, partendo da sé. Oggi il percorso è uscito da Rondine ed è arrivato anche in 13 sezione di scuole italiane, dove hanno imparato a prendersi cura tra di loro”.

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Maddalena Cialdella, psicologa e presidente di Aires Onlus (Associazione di professionisti psicologi e psicoterapeuti): “Un genitore deve oscillare tra la presenza e l’assenza- Non deve invadere il campo del proprio figlio. Né offrire al figlio un sentimento di vuoto. Quindi un genitore adeguato dovrebbe sottrarsi ma anche esserci. Per garantire la presenza e veicolare il messaggio di autonomia per il proprio figlio”.

 

 

Photo: Aibi.it