Parigi: Un ospedale psichiatrico diurno sulla Senna – è l’Adamant

Sotto il Ponte Charles de Gaulle nel fiume di Parigi, la Senna, c’ è un centro diurno per persone con disturbi psichici, si chiama Adamant, un’innovativa struttura in legno, disegnata nel 2010 da un’equipe di architetti in collaborazione con i pazienti e i caregiver.

Non ci sono muri che dividono, porte o uffici chiusi, il centro è stato pensato per non avere barriere. Le finestre hanno pannelli di legno che si possono sollevare e si aprono sul fiume, i suoi suoni, il suo ritmo calmo e il riflesso della luce del sole. I pazienti amano andare a l’Adamant, un bellissimo spazio aperto, che sembra più l’atelier di un artista che un centro psichiatrico, ed essere a contatto con l’acqua, che ha un effetto calmante.

Dal 2010 svolge un servizio unico in Europa tanto da essere un caso di studio per lo sguardo diverso che offre sulla psichiatria. Mette in pratica i principi della psicoterapia istituzionale, elaborata in Francia negli anni ’60, che fa dei malati i “coautori della propria cura”.  Ai pazienti offre progetti di cura personalizzati, decisi dal Polo ospedaliero Paris Centre dal quale dipende, e finalizzati all’inserimento sociale. Niente sull’Adamant dà l’idea di ospedale. Infermieri, educatori, psicologi, terapisti, sono senza camice e si confondono coi pazienti cui piace, dicono, il viaggio fluviale di cura.

Accoglie da 30 a 40 pazienti al giorno e ha un personale curante composto da circa 20 persone: infermieri, psicologi, terapisti occupazionali, uno psichiatra, funzionari dei servizi ospedalieri e diversi collaboratori esterni.

Fa parte del Polo psichiatrico e psicologico di Paris Central, che comprende anche 2 Centri medici psicologici (Centres Médicaux Psychologiques, CMP), un team mobile, e due unità all’interno dell’ospedale psichiatrico dell’Esquirol, conosciuto in passato come Ospizio di Charenton, un ospedale per malati psichiatrici.

Nicolas Philibert, documentarista e regista francese, ha realzzato un documentario, “Sur L’Adamant”,  all’interno del , che dà voce agli ospiti del centro, alle loro storie, alle loro ferite e ai loro desideri.

“Sono stato sempre molto attento e interessato alla psichiatria. È un mondo molto stimolante, dal momento che ci spinge continuamente a pensare a noi stessi, ai nostri limiti, ai nostri difetti, e a come funziona il mondo. La psichiatria è una lente d’ingrandimento che ci dice molto della nostra umanità”, dice Nicolas Philibert.
Sur l’Adamant è un film su tutti noi perché la follia fa parte dell’umanità”.

“Sur l’Adamant non è un film di denuncia”, spiega Nicolas Philibert, “ma un documentario che mostra un luogo che resiste, che resta creativo. È un film che va sul campo e fa vedere lesperienza di una struttura che funziona molto bene”.

“Curare non è solo dare delle medicine, degli ansiolitici“, dice Nicolas Philibert, “è tutto un insieme di cose, curare è cercare di rinnovare un legame d’aiuto, cercare di aiutare i pazienti a ritrovare un legame con il mondo”.

 

 

 

Photo: Italiaoggi.it