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Emozioni contagiose sui social network

Le emozioni sui social

Le emozioni sui social

Io scrivo che sorrido, e tu sorridi

Si dice che un sorriso, come uno sbadiglio, siano contagiosi. Nell’era delle vite parallele vissute nel reale e sui social, sembrano essere gli aggiornamenti di stato positivi a rendere più positive le persone con cui vengono condivisi. Ad indagare l’influenza della comunicazione urbi et orbi in rete dei nostri stati psicofisici è uno studio condotto dagli esperti della Cornell University, dell’Università della California di San Francisco, basati sui dati forniti da Facebook come risultati di un esperimento realizzato sui manipolando i post feed di alcune centinaia di migliaia di utenti per misurare le loro reazioni emozionali, negative o positive, sui loro post successivi. La ricerca è stata pubblicata dalla National Accademy of Sciences.

L’esperimento di Facebook: emozioni contagiose sui social network

L’azienda di Zukeberg è stata al centro di roventi polemiche perché accusata di aver manipolato quasi 700mila persone, alterando il loro stato emotivo tramite un cambiamento dei post che ognuno di noi vede sulla propria pagina personale. Un’azione che, però, rispetta la policy del social network riguardo al trattamento dei dati personali. In precedenza vi sono stati in Australia esperimenti su Twitter per misurare le emozioni sui social network a scopo epidemiologico, per comprendere che relazione ci fosse tra le emozioni espresse nei post e lo stato d’animo delle persone, in particolare per individuare sintomi maniaco depressivi ed eventuale propensione al suicidioIn questo caso, i post sono stati manipolati con l’obiettivo di scoprire se il social network ha il potere di influenzare le emozioni delle persone e qualche conferma c’è stata.

I dati dei comportamenti degli utenti durante l'esperimento in termini di reazioni con post con parole positive e negative a i post mostrati strategicamente da Facebook al campione prescelto

I dati dei comportamenti degli utenti durante l’esperimento in termini di reazioni con post con parole positive e negative a i post mostrati strategicamente da Facebook al campione prescelto

I risultati della ricerca pubblicata dalla National Accademy of Sciences

I ricercatori per analizzare gli stati degli utenti hanno avuto a disposizione dati sulla presenza al loro interno di parole positive e di parole negative. In base a queste informazioni è stato scoperto che, anche a giorni di distanza dal momento in cui venivano condivise, le emozioni che stazionavano sulle bacheche degli utenti era associato a quelle riscontrabili nei profili dei loro contatti.“Le persone cui è stato sperimentalmente ridotto il numero di contenuti positivi nella loro bacheca di Facebook, per una settimana, hanno usato più parole negative nei loro aggiornamenti di stato – spiega Jeff Hancock, responsabile dello studio – Quando la negatività delle notizie veniva ridotta si è realizzato il fenomeno contrario: negli aggiornamenti di stato delle persone venivano utilizzate molte più parole positive”. Non sembra valere invece il contrario:ad influenzare negativamente l’umore di un utente di Facebook sono gli amici che condividono contenuti meno positivi.