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Fuorigioco: dopo i 50 anni perdere il lavoro è dramma

Fuorigioco, la locandina del film che parla del dramma di perdere il lavoro passati i 50 anni

Fuorigioco, la locandina del film che parla del dramma di perdere il lavoro passati i 50 anni

Il film “Fuorigioco racconta come perdere il lavoro sia come perdere il proprio “posto nel mondo”

Perdere il lavoro dopo i 50 anni. Come reagire a questo dramma? È questa la domanda alla quale il regista Carlo Benso prova a rispondere con “Fuorigioco”, un film girato a Roma, quasi interamente nello storico rione di Testaccio oggetto da qualche anno di un processo di gentrification,  con un piccolo budget. Il film conferma la crescente attenzione verso i lavoratori over 50, diretta conseguenza del costante invecchiamento della popolazione e in particolare dell’innalzamento dell’età del pensionamento che trattiene i lavoratori più a lungo nel mercato del lavoro. Secondo stime recenti, nel 2050 nell’Unione Europea si registrerà una crescita del 70% del numero degli over 65 e del 170% degli over 80. In perfetta coerenza con questo scenario, il trend italiano vedrà, secondo proiezioni dell’Istat, nel 2051 un italiano su tre con più di 64 anni. Consapevole di questi dati e con l’obiettivo dell’inclusione dei lavoratori maturi nel mercato del lavoro, considerando per tali sostanzialmente i lavoratori over 60, la Commissione Europea ha proclamato due anni fa il 2012 “Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni” proprio per stimolare l’adozione da parte degli stati membri di politiche che andassero nella direzione di costruire politiche del lavoro finalizzate a favorire l’occupabilità di questa categoria di lavoratori.

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In programmazione al Cinema Aquila di Roma dal 3 giugno

Nel cast del film ci sono Toni Garrani, Crescenza Guarnieri, Maurizio Bianucci e Nicola Pistoia (qui è possibile vedere il trailer). Si narrano le vicende di Gregorio Samsa, cinquantacinquenne che viene licenziato dai nuovi proprietari della multinazionale nella quale lavora. Privato del suo ruolo, non riesce, come invece fanno alcuni suoi coetanei, a ritrovare se stesso. Perderà anche la compagna, gli affetti, la serenità e forse anche la vita. Storia amara, specchio di quanto sta accadendo in Italia ormai da decenni . Il protagonista non ha problemi economici, non chiede soldi, chiede solo di essere di nuovo parte attiva nella società, di essere considerato nuovamente utile. “Il film vuole essere un monologo sullo svegliarsi di mattina e non riconoscersi più”. Una metafora kafkiana (Samsa era il cognome del protagonista de “La metamorfosi”), nella quale il silenzio, le giornate vuote ruotano intorno al protagonista.  Il punto importante non sono i soldi, ma la propria identità schiacciata da un sistema che permette l’espressione di se stessi solo attraverso il lavoro, soffocando la fantasia e le aspirazioni personali. Un film che attraversa molti argomenti connessi alla perdita del proprio posto del mondo, una perdita che – come accade al protagonista – può anche esprimersi “appropriandosi” violentemente anche delle persone, in questo caso di genere femminile in una scena di violenza, per poter cinicamente riaffermare la propria identità. Il film sarà in programmazione al Cinema Aquila di Roma dal 3 giugno all’8 giugno 2015 con una presentazione del regista alla prima proiezione. Il Film prodotto da Riofilm in associazione e distribuito nel gennaio del 2015, si è già guadagnato Premi e menzioni nei festival del cinema indipendente sia per il cast che per la produzione.