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Internet delle Cose nelle metropoli: un valore in aumento

Internet delle cose in ambienti metropolitani

Internet delle cose in ambienti metropolitani

 

Un nuovo studio quantifica il fenomeno.

L’Internet delle Cose, nelle metropoli, vede aumentare il suo valore: varrà 5,2 trilioni nel 2025. L’interconnessione, o il cosiddetto Internet delle Cose, è sempre più presente nelle città con una notevole ricaduta sul risparmio e la qualità della vita. Questo fenomeno è quello che sembra aver dotato di un’anima molti dei prodotti che usiamo tutti i giorni e che ci aiutano in tutti gli ambiti: come le auto, gli ascensori e i frigoriferi, i termostati e le macchinette del caffè in ufficio. Secondo una ricerca dell’osservatorio “Internet of Things” del Politecnico di Milano, nel 2013 gli oggetti in Italia connessi tramite rete cellulare — esclusi computer, telefoni e smartphone — erano 6 milioni, il 20% in più rispetto all’anno precedente.
Un nuovo studio McKinsey fa i numeri con l’impatto economico potenziale dell’Internet of Things a livello globale entro una decina d’anni. Applicate solamente all’economia urbana, le soluzioni IoT potrebbero generare un valore di oltre 5.200 miliardi di dollari in tutto il mondo. Il mercato delle tecnologie Internet Of Things (IoT) e delle soluzioni proposte e connesse, è in rapida espansione. Sempre nuove applicazioni  trovano posto in più settori dell’economia mondiale e in particolare in ambiente urbano, nelle aree metropolitane. Il nuovo studio “The Internet of Things: Mapping the value beyond the hype” di McKinsey Global Institute, illustra una tendenza di crescita rilevante per tali tecnologie, fino ad un valore indicativo di 11 trilioni di dollari a livello globale nel 2025.

Quali sono i comparti emergenti

Si è stimato che ad emergere più di altri sarà il comparto industriale con un valore approssimativo di 1.200 – 1.300 miliardi di dollari, seguito da più mercati verticali relativi alle smart cities, che messi assieme arrivano a 5200 miliardi di dollari tra una decina d’anni.
Disgregando quest’ultimo dato, si trova che gran parte del valore di mercato dell’Internet delle Cose urbana è sviluppato dai settori della sicurezza pubblica, della sanità, del traffico, della gestione efficiente delle risorse (1,7 trilioni di dollari), seguiti da quelli della logistica, della smart mobility, dell’emobility, dai sistemi di navigazione e geospaziali, dall’automazione applicata alle automobili a guida automatica (circa 1400 miliardi di dollari), e per finire dal promettente mercato di tecnologie e servizi smart home, con le soluzioni per l’efficienza energetica, l’interconnessione degli oggetti smart, per la sicurezza e l’automazione (circa 300 miliardi di dollari). Le condizioni necessarie, secondo il Rapporto McKinsey, affinché tale panorama si affermi tra una decina d’anni, sono:
– interoperabilità dei sistemi Internet delle cose;
– utilizzo diffuso e intelligenti degli IoT Data;
– maggiore attenzione alle economie emergenti;
– sviluppare i servizi alla persona.