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La legge sul “Dopo di Noi”: la sostenibilità economica

La legge sul "dopo di noi" gli aspetti fiscali

La legge sul “dopo di noi” gli aspetti fiscali

Una legge di cui si parla da anni

La legge sul “Dopo di Noi”: la sostenibilità economica. Nelle scorse settimane la Camera ha approvato con 374 i voti favorevoli, 75 i no la legge . Ora il provvedimento passerà al Senato dove i promotori sperano che si possa velocemente trovare l’accordo sul testo e chiudere entro pasqua. «Grande soddisfazione per l’approvazione a larghissima maggioranza della legge sul “Dopo di noi” attesa da tantissime famiglie. Un ringraziamento al governo che ha garantito le risorse, 90 milioni di euro che permettono l’effettiva attuazione delle norme contenute nel provvedimento», ha dichiarato alla stampa la capogruppo Pd in commissione Affari sociali. La legge era pronta per essere approvata già nella scorsa legislatura, già licenziata all’unanimità dalla commissione Affari sociali della Camera, ma fu bloccata perchè non ebbe il parere favorevole del Governo Monti, che non riuscì a trovare le risorse.

Gli stanziamenti

Per la legge sono stanziati 124 milioni di euro in due anni: 57 milioni per il primo anno e 67 milioni per il secondo. Soddisfatta per il significativo passo avanti del ddl anche la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin «una legge rivoluzionaria per il nostro Paese: è un provvedimento concreto e con fondi certi; credo che da domani sarà davvero una buona giornata per tante famiglie che potranno guardare al futuro in modo diverso con i propri figli». «Quello che stiamo ottenendo è un grande risultato per i genitori dei disabili che potranno finalmente superare l’angoscia per il futuro dei loro figli con handicap», lo ha dichiarato la deputata del Pd, Ileana Argentin, che si batte da sempre per questa legge. L’obiettivo, ha spiegato Paola Binetti (Ap) prima firmataria della pdl, «è evitare l’istituzionalizzazione di queste persone disabili: vogliamo permettere loro di continuare a vivere nelle proprie case o in case famiglia, anche quando non ci saranno più i genitori a sostegno, con supporti tecnologici ad hoc». Nei giorni scorsi era arrivato però il semaforo rosso della commissione Bilancio della Camera. Molte delle misure previste dal testo non sarebbero facilmente sostenibili economicamente. A partire dai benefici fiscali: esenzioni e agevolazioni. In ballo anche i tempi: quando devono decorrere i termini per questi benefici, dal 2015 o dal 2016? La questione sposta milioni di euro e non è secondaria. Già solo i vantaggi sottrarrebbero all’erario almeno 70 milioni, come spiegano i deputati della commissione bilancio. Nell’articolo 4-bis si prevede la detraibilità delle spese sostenute per le polizze assicurative. La norma prevede l’aumento del tetto di spesa detraibile da 530 a 750 euro dei premi versati per le assicurazioni (rischio di morte). Il punto è che con un potenziale di 143.000 beneficiari (disabili gravi in famiglie con almeno 20mila euro/annui reddito), solo questa misura costerebbe 20,4 milioni.  Altri dubbi riguardano le agevolazioni per i trust in favore dei disabili definite all’articolo 6. La commissione individua perdite di gettito di almeno 10 milioni causate dalle detrazioni più 41 milioni per le ipotesi di deducibilità . Si ripropone ancora una volta il nodo tra sociale ed esigenze di bilancio: con il problema del rispetto dei vincoli finanziari da una parte e l’esigenza non più rinviabile di riconoscere il diritto al futuro alle persone affette da disabilità grave e prive, in futuro, del sostegno familiare.