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I “Troll” su internet, come comportarsi?

il fenomeno del "trolling" in rete

Il fenomeno del “trolling” in rete

L’origine del termine trolling

I “Troll” su internet, come comportarsi? Innanzitutto si chiama troll, nel gergo di internet e in particolare delle comunità virtuali, un soggetto che interagisce con gli altri usando messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso, con l’obiettivo di disturbare la comunicazione.

L’origine più probabile del termine troll, si legge su Wikipedia, è nella frase “trolling for newbies“, che divenne popolare nei primi anni Novanta nel gruppo Usenet alt.folklore.urban: un detto fra utenti di lunga data che presentavano domande o argomenti tanto ripetuti e dibattuti che solamente un nuovo utente poteva perder tempo a rispondervi.

Ma cosa spinge il 5,6% dei commentatori online a diventare troll? Il “trollaggio” è provocazione fine a se stessa.

Lo scopo è far irritare altre persone, distrarle, ingannarle. Ma perché? Per semplice sadismo. Un tratto della personalità marcato che, secondo gli esperti, si manifesta anche nella vita offline. In rete, invece, sotto la maschera di qualche pseudonimo, si fa di tutto.  Il consiglio degli esperti è lasciare stare, non rispondere, evitare di perdere tempo. Perché appena si risponde, si ha già perso.

Alcune azioni di trolling

Di solito l’obiettivo di un troll è far perdere la pazienza agli altri utenti, spingendoli a insultare e aggredire a loro volta. Una tecnica comune del troll consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e deciso su una questione vissuta come sensibile e già dibattuta dagli altri membri della conversazione. In altri casi, il troll interviene in modo apparentemente insensato o volutamente ingenuo, con lo scopo di irridere quegli utenti che, non capendone gli obiettivi, si sforzano di rispondere a tono ingenerando ulteriore discussione e senza giungere ad alcuna conclusione concreta.

Il cross posting, cioè la pubblicazione di un messaggio in più sezioni diverse, è un sistema utilizzato per dare fastidio a più gruppi contemporaneamente. Vediamo alcuni tipi di messaggi e attività associati all’azione del troll:

– l’invio di messaggi intenzionalmente sgarbati, volgari o irritanti;
– l’invio di messaggi con contenuti senza senso;
– l’invio di un alto numero di messaggi, anche se non particolarmente provocatori o insensati, tale da impedire il normale svolgimento delle discussioni;
– l’invio di messaggi volutamente fuori tema;
– l’invio di messaggi a scopo di disinformazione e critica insensata;
– lo svelare trame di film o libri senza avvertire (in gergo “spoilerare”);
– il ridicolizzare o denigrare ripetutamente gli interventi di un utente “concorrente”;
– lo scrivere deliberatamente messaggi enfatici su un dato argomento divertendosi alle spalle di chi corrobora poi la propria fasulla tesi;
– il portare avanti tesi opposte a quelle dichiaratamente discusse nella comunità, con argomentazioni vaghe, imprecise e pretestuose, generando quindi flame (per esempio pubblicando teorie creazioniste in un forum di evoluzionisti o viceversa).