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Sharing economy da boom

 

Sharing economy in Italia, successo crescente nel turismo

Sharing economy in Italia, successo crescente nel turismo

Una ricerca Juniper prevede che l’economia della condivisione tra quattro anni farà tre volte gli utili di oggi:  un settore da più di 20 miliardi di dollari

La sharing economy non è un fenomeno passeggero. Dopo aver attirato l’attenzione di insigni economisti per le sue potenzialità in termini di cambiamento positivo in grado di rivoluzionare le regole del mercato a favore dei consumatori, una ricerca Juniper fa 2 conti e prevede che gli utili dell’economia della condivisione triplicheranno entro il 2020. Questo significa che dai 6 miliardi e 400 milioni di dollari di valore stimato al livello globale nel 2015, il mercato entro il 2020 varrà 20 miliardi e 400 milioni. Una crescita sostenuta dall’espansione delle attuali tipologie di servizi in paesi emergenti e dalla costante crescita nei Paesi dove sono già consolidati, ma anche dall’ingresso della condivisione in altri settori di mercato adesso inesplorati. 

In particolare, dice l’istituto di ricerca inglese specializzato in economia digitale, dopo il mercato dell’ospitalità, AirBnb, e a quello dei trasporti personali, Uber, nei prossimi anni crescerà quello dell’offerta di lavoro free lance a livello locale per pulizie, traslochi, trasporti, consegne ed altre attività manuali a bassa competenza, sul modello delle startup Usa TaskRabbit e AirTasker, molto apprezzato per le soluzioni che fanno risparmiare tempo e denaro ai consumatori.

Un altro settore che vede in forte sviluppo soluzioni di sharing economy sono quello delle spedizioni è il manifatturiero dove stanno emergendo molti progetti innovativi per i servizi B2B. “La General Motors già utilizza la sua piattaforma FirstBuild – dice Lauren Foye, autrice della ricerca – basata sul concetto di innovazione collaborativa, con ormai numerosi progetti completati e inviati agli utenti. Altri, come TechShop, permettono l’accesso a workshop tecnologicamente avanzati, riducono il tempo di realizzazione dei prototipi e dei concept ed aiutano giovani startup a portare su scala industriale i propri progetti di prodotto”.

Altro settore in crescita sarà quello delle consegne a domicilio che Uber sta già presidiando con i suoi spin off Uber Rush, per le consegne locali, e Uber EATS per la consegna del cibo che copre già 13 grandi metropoli in tutto il mondo.

Infine la ricerca prevede che entro il 2019, grazie ad una crescita sostenuta della sharing economy nel settore turistico, che nel 2020 avrà un valore globale di 34 miliardi di dollari, AirBnB supererà in fatturato Uber, nonostante gli ingenti investimenti di quest’ultimo nei mercati emergenti – solo in Cina un miliardo all’anno – ed il lancio in India del servizio UberMOTO, con grandi potenzialità in un Paese dove nella sola Bangalore ci sono 3 milioni e mezzo di motociclisti registrati.