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Comunicare tra persone sorde e medici: un’app in aiuto

Un'app per l'interazione tra le persone sorde e i medici

Un’app per l’interazione tra le persone sorde e i medici

E- lisir aiuta a comunicare

Comunicare tra persone sorde e medici: un’app in aiuto. Si chiama E-Lisir (Evoluzione lingua dei segni italiana con interprete in rete) è l’app che aiuta i sordi a parlare in tempo reale con i medici. Il sistema permette a chi non sente di dialogare: tramite un’app si fa una video chiamata al centro interpreti Lis per la traduzione a distanza nella Lingua dei segni. Permette di comunicare all’istante e questo risulta indispensabile se si va in ospedale o al pronto soccorso e si deve spiegare a medici e operatori sanitari perché ha bisogno di assistenza. Il servizio è attivo all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma tutti i giorni, 24 ore su 24. In Italia un bambino su mille nasce con un’ipoacusia che pregiudica un normale sviluppo del linguaggio, un neonato su quattromila presenta alla nascita una sordità profonda che non trae beneficio dalle protesi acustiche convenzionali.

Come funziona l’App

«Tramite un’app sull’apposito tablet si effettua una videochiamata al centro dove operano interpreti Lis – Lingua italiana dei segni, che facilitano la comunicazione tra persona sorda e l’operatore o il medico – ha spiegato alla stampa responsabile del video centro E-lisir -. L’interprete “traduce” in tempo reale dalla Lingua dei segni a quella verbale, e viceversa». Dall’anno scorso E-Lisir è operativo a Roma presso l’Università e il Policlinico Tor Vergata, in alcuni punti di informazione turistica, presso l’Opera romana pellegrinaggi e, come progetto pilota, nel I° Municipio della Capitale d’Italia. «Ogni anno al Bambino Gesù vengono effettuati oltre 27.000 ricoveri ordinari, 70.000 ricoveri in day hospital, un milione 600 mila prestazioni ambulatoriali: è quindi fondamentale agevolare l’accesso di persone con disabilità anche sensoriali – dice la responsabile Accoglienza e servizi per la famiglia del Bambino Gesù -. L’ospedale già offre una serie di servizi per non discriminare le persone e abbattere le barriere della comunicazione, come il mediatore culturale-linguistico che traduce anche in lingua italiana dei segni. Ma poter interagire immediatamente – grazie a E-Lisir – con persone non udenti che arrivano al Pronto soccorso, per esempio in piena notte, può servire a salvare una vita».