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Tempi bui per i lavoratori CUP di Foggia

Lavoratori nel Cup e contratti

Lavoratori nel Cup e contratti

Lavoratori con anni di anzianità “messi in prova”

Tempi bui per i lavoratori CUP di Foggia. Ne ha dato ampio spazio la cronaca nazionale e vogliamo raccontarlo anche noi. Al CUP dell’ospedale riuniti di Foggia i lavoratori sono stati messi “in prova”, gli stessi lavoratori che fanno quel lavoro da 9 anni. A partire da questo mese i lavoratori del Cup degli Ospedali Riuniti di Foggia, a seguito del subentro della nuova società Gpi di Trento aggiudicataria della gara d’appalto pubblica che esternalizza il centro unico prenotazione per i ticket, hanno visto il loro contratto decurtato con un contratto Multiservizi part-time a 36 ore. Il tutto sembrerebbe attuato, per garantire il subentro di 7 nuove unità, a danno dei lavoratori precedentemente impiegati. La società Gpi secondo una “tutela” (non clausola sociale) prevista dal bando, si sarebbe vista assegnare l’appalto per cinque anni, con un punteggio superiore se la stessa avesse trattenuto i 23 lavoratori attualmente impegnati presso il Cup ospedaliero con contratto di somministrazione dell’Agenzia Etica. Ad oggi però i lavoratori si sono ritrovati con un contratto peggiore per CCNL e livello, rispetto a quello precedente e con un periodo di prova di sei mesi. Oltre il subentro di nuove unità lavorative, con non poche coincidenze a livello politico, cosa che avrebbe permesso all’azienda di Trento una riduzione in ore e salario, dei contratti di lavoro preesistenti.

Un percorso analogo in Abruzzo

L’azienda che ha vinto l’appalto nel 2015 li riassorbe tutti, ma a un livello inferiore e con stipendi più bassi. La Cisl: così non va. Sembrava che si fosse risolto con esiti positivi il passaggio di consegne del servizio Cup (centro unico prenotazioni) della Asl di Teramo alla nuova impresa che si è aggiudicata l’appalto. Sembrava, e invece l’invio delle lettere di assunzione ha riservato ai 114 lavoratori riassorbiti dalla Gpi spa di Trento una brutta sorpresa. Ne diede notizia  (parliamo di un anno e mezzo fa) Fabio Benintendi della Fisascat Cisl, uno dei sindacalisti che hanno seguito la trattativa nei giorni scorsi. «Il problema», dice, «è il livello d’inquadramento, l’azienda ne propone uno che non corrisponde alle mansioni che svolgono questi lavoratori né all’esperienza da essi acquisita.Quale? La Gpi propone il secondo livello, che è il livello d’ingresso impiegatizio, con stipendi che corrispondono a quelli degli addetti alle pulizie. In trattativa avevamo fatto presente che era troppo basso, ma nelle lettere di assunzione è comparso lo stesso il secondo livello». Queste lettere sono state già firmate da alcuni lavoratori. «A me ne risultano appena cinque», dice Benintendi, «e anche questo dato dovrebbe essere tenuto in considerazione dall’impresa. Noi ovviamente non rifiutiamo le assunzioni, ci mancherebbe, ma chiediamo di modificare le lettere riconoscendo un livello adeguato. Lunedì (domani, ndr) vediamo cosa succede».

 

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