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Telemedicina nelle carceri

Telemedicina

Telemedicina nelle carceri

Una maniera per prendersi cura del detenuto

Telemedicina nelle carceri: è stata siglata un’intesa tra Federsanità e Ministero della Giustizia per facilitare  l’operato dei medici attraverso la telemedicina per cercare di sostenere la cura della salute del detenuto, dall’ingresso in carcere, durante la permanenza negli Istituti di Pena e fino alla fine del suo periodo di detenzione. L’obiettivo è quello di garantire il diritto alla salute delle persone detenute facilitando l’operato dei medici attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Con questo obiettivo Federsanità Anci e il Ministero della Giustizia (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, Direzione Generale Sistemi Informativi e Automatizzati) hanno siglato un Protocollo d’Intesa per sostenere la cura della salute del detenuto, dall’ingresso in carcere, durante la permanenza negli Istituti di Pena e fino alla fine del suo periodo di detenzione, fornendo concrete opportunità di riqualificazione professionale e favorendo la condivisione e la gestione dei dati sanitari dei detenuti per migliorare la comunicazione relativamente alla continuità dei processi di cura. Infatti con il DL 230/99 le Regioni hanno assunto la piena competenza della sanità in tutti gli Istituti Penitenziari con il fine di garantire uniformità di assistenza sanitaria su tutto il territorio nazionale di pronto intervento e di assistenza e continuità di cura per i detenuti.

Cosa dicono gli esperti del settore

“Molte Aziende Sanitarie Locali – ha spiegato alla stampa il Presidente di Federsanità Anci – con il passaggio delle competenze sanitarie dalla Autorità Penitenziaria al Servizio Sanitario Nazionale, si sono trovate a far fronte a una serie di problematiche logistiche, oltre che sanitarie, molto diverse da quelle che quotidianamente vengono gestite sul territorio o all’interno degli Ospedali. Il passaggio di competenza sta comportando un cambiamento multidimensionale sia nell’organizzazione dei servizi, che richiede competenze nuove e quindi un’opportunità di riqualificazione degli operatori, sia un cambiamento tecnologico indotto dalla dematerializzazione della documentazione e dall’utilizzo di strumenti innovativi per garantire una continuità nella comunicazione a salvaguardia della salute del Detenuto. In questa prospettiva si configura la necessità di promuovere un’attività di medicina ‘in rete’ nelle Carceri che contempla l’impiego di soluzioni innovative anche per gli Istituti di Pena”. L’incremento della circolarità delle informazioni fra gli Operatori dei processi sanitari contribuisce al miglioramento della salute e al taglio dei costi.

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