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Per i non vedenti un nuovo passo avanti verso l’autonomia

L'alfabeto Braille

L’alfabeto Braille

Read Read

Read Read è destinato a colmare la mancanza d’insegnanti di Braille in mezzo mondo. Perché consente ai non vedenti di imparare da autodidatti questo speciale sistema di scrittura. Nato nei laboratori dell’università di Harvard, questo dispositivo è composto da una serie di piastrelle con i caratteristici puntini in rilievo del Braille che indicano le lettere dell’alfabeto. Grazie a una guida sonora l’utente riconosce le piastrelle e le combina fra loro per formulare frasi che vengono automaticamente pronunciate da un apparato audio. Una risposta alla carenza di docenti in questo settore che fino a oggi ha complicato, lasciandole spesso analfabete, la vita, privata e professionale, delle persone con seri problemi di vista.

Il Braille

Il 4 gennaio è stata la giornata internazionale dedicata a questo straordinario metodo. Una data simbolica scelta perché è l’anniversario della nascita di Louis Braille (1809-1852) a cui dobbiamo questo alfabeto tattile. Ecco la sua straordinaria storia. Dopo aver perso la vista da bambino, Louis frequenta a Parigi l’Institution royale des aveugles, una scuola speciale per ciechi. Qui incontra il capitano dell’esercito Charles Barbier che ha sviluppato un sistema che permette ai soldati di comunicare durante la notte ma si basa esclusivamente su suoni e non tiene in considerazione l’ortografia, la punteggiatura, i segni matematici. insoddisfatto, il 12enne, studente particolarmente brillante, decide di inventare il proprio codice. Nel 1829 arriva la prima edizione del libro sul suo metodo la cui versione finale sarà completata nel 1837. Il Braille sarà gradualmente riconosciuto e adottato in via definitiva dai ciechi in tutto il mondo nel 1844. A partire da 1 a 6 punti in rilievo, disposti su 2 colonne da 3 punti permette 64 combinazioni tra cui alfabeto, accenti, segni di punteggiatura, simboli matematici e note musicali. Molti oggetti o dispositivi sono poi, grazie al Braille, facilmente adattabili per essere utilizzati da persone con deficit visivi. Si tratta, inoltre, di una scrittura davvero universale, utilizzata in tutte le lingue. Ed è ben lontana dalla pensione essendo più attuale che mai.

(Fonte West Welfare Società Territorio)