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Ciao Eugenio De Crescenzo, uomo gentile del Terzo Settore

Ciao Eugenio De Crescenzo

Quando la morte arriva da una lontanissima area del pianeta (Wuhan in Cina) fino a colpire delle persone incontrate non meno di un mese fa a Roma, Italia, si ha d’improvviso – e tutta insieme – la percezione violenta di quanto questo villaggio globale sia così piccolo. E ti fanno ancora sorridere, con rabbia, quelli che si sentono super divinità, autopercependosi come esclusi dalla possibilità del contagio e continuano a diffondere tesi complottiste per non ammettere che si, siamo proprio noi con le nostre stesse mani, ad aver creato tutte le condizioni (con la sperequazione sociale e le diseguaglianze, con il sovraffollamento di vastissime aree del Pianeta, con l’isola galleggiante, ormai sesto continente a tutti gli effetti, di plastica che naviga negli oceani ecc.). Proprio noi.

Poi c’è chi si è sempre occupato di questo mondo che da sempre è ai margini, le povertà, le disabilità di tutti i tipi, quelli che si sono sempre sentiti inadeguati a un certo tipo di professioni senza scopo se non quello dell’accumulo di capitale.

Eugenio De Crescenzo è stato uno di questi, un uomo gentile del Terzo Settore.

Si trovano in queste ore moltissimi ricordi su di lui in cui sono elencate le varie cariche ricoperte (tra tutte, ricordo quella di vicepresidente di AGCI Associazione Generale Cooperative Italiane).

Il Presidente del Coin Mario Dany De Luca lo ricorda così: “Il Piccolo grande uomo, cosi chiamavo Eugenio a cui mi legava una amicizia vera, era sempre in movimento. Si spostava da una riunione all’altra, manifestazioni politiche e culturali, lo vedevano protagonista attento discreto e preparato. Si perché la cifra del suo impegno era la conoscenza il documentarsi: insomma sapere ed impegno per Eugenio, costituivano un binomio inscindibile. Concludo ricordando la sua tenera sensibilità verso tutti, la gentilezza la sua disponibilità autentica“.

Nel mio lavoro, lo ricordo ai Tavoli del Forum de Terzo Settore e quello del Coordinamento delle Periferie.

Ma lo ricordo soprattutto dopo, e questo è il mio ricordo più caro, quando questo lavoro, per le varie vicende note di criminalizzazione di un settore economico fondamentale per il nostro paese (stiamo ancora aspettando le scuse, arriveranno), lo stavo perdendo e me ne stavo inventando uno nuovo, per un turismo sociale, slow, attento alle tante ricchezze presenti nella cosiddetta periferia.

Mi ha sempre incoraggiato in questo, perché sociale e cultura possono assolutamente andare a braccetto; non ti sei perso una presentazione degli ultimi mie libri. Nella dedica ti scrissi appunto “A Eugenio, un uomo gentile“.

Buon viaggio, insieme alla Redazione di Sociale.it mi stringo al cordoglio dei tuoi familiari.

 

 

 

 

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