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La diffusione degli e-book in Italia

Il mercato degli e-book

Il mercato degli e-book

eBook: USA e Regno Unito accelerano sulle vendite ma l’Italia è ancora indietro

Ultimi dati sulla diffusione degli e-book. Stando alle stime di PricewaterhouseCoopers le vendite degli eBook crescono costantemente negli USA e nel Regno Unito ma l’Italia resta a meno 4%.
E mentre in Italia si dibatte sulla proposta del governo di abbassare al 4% l’Iva sugli eBook, con il rischio della procedura Ue di infrazione, i libri digitali continuano a guadagnare terreno e per la società di monitoraggio nel 2018 potrebbero superare quelli di carta nei paesi anglofoni. La situazione appare però differente nell’Europa continentale. Nel 2013 l’eBook rappresentava l’8% del mercato francese, circa il 6% in Spagna, meno del 4% in Germania e Italia e l’1% in Svezia e Norvegia. A trainare gli eBook è il continente asiatico dove il Giappone ha un ruolo molto forte con il 14% delle vendite con alcune eccezioni come India e Cina che offrono solo il 3% dei loro titoli in formato digitale. Le ragioni, spiega PwC, variano da regione a regione ma sono soprattutto legate a motivi sociali e culturali.

Le stime sul fenomeno

Le stime di PwC non convincono però alcuni esperti del settore secondo i quali ogni anno l’Istituto di ricerche prevede il sorpasso del digitale sulla carta: nel 2012 si annunciava che sarebbe stato nel 2016, nel 2013 si puntava al 2017. Adesso al 2018. Ma la carta resiste ed è difficile convincersi che questa sarà la volta buona viste anche le difficoltà politiche che frenano il decollo del libro del futuro. Anche se il nostro paese degli sforzi, a livello fiscale, li ha fatti.  La Commissione Bilancio della Camera ha infatti approvato l’emendamento alla Legge di Stabilità che prevede l’abbattimento dell’Iva sugli eBook al 4%. Il Ministro della cultura Franceschini aveva fatto sapere d’aver presentato un emendamento del Governo alla Legge di Stabilità che prevede la riduzione dell’aliquota sui libri digitali, al momento del 22% contro quella del 4% prevista per il cartaceo. “Un libro è un libro indipendentemente dal suo formato, solo un incomprensibile meccanismo burocratico può consentire un regime fiscale discriminatorio per gli eBook”, aveva ribadito Franceschini in una nota diffusa dal ministero.